Il Tirreno

Grosseto

Il rogo all'ex Ilva forse dovuto alla presenza di senzatetto

Michele Nannini
L'incendio nell'area ex Ilva
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L'incendio nell'area ex Ilva

L'incendio ha distrutto la vecchia centralina elettrica che era stata la sede di Radio Follonica

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FOLLONICA. Il giorno dopo fa ancora più male, vedere quell’edificio che tanto ha rappresentato per generazioni di follonichesi ferito in maniera indelebile dal fuoco che ne ha sfregiato per sempre l’aspetto originale. E’ stato per la città del Golfo il simbolo dell’Italia che cambiava, negli anni ’70 dell’esplosione delle radio libere che anche a Follonica avevano una loro voce nell’etere. Radio Diffusione Follonica è cresciuta a livelli esponenziali con le trasmissioni dalla ex centrale elettrica dell’area Ilva, immobile del quale adesso rimangono solo i muri perimetrali circondati da transenne e divisori per impedire l’accesso alla struttura.

 I vigili del fuoco hanno lavorato fino a quasi le 3 della notte del 18 aprile per spegnere ogni piccolo focolaio delle fiamme sprigionate chissà da quale innesco attorno alle 19 di venerdì 17.

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Da tempo l’edificio non ospitava più alcuna attività: la radio se n’era andata agli inizi degli anni ’90, la biblioteca ne aveva usato i locali come magazzino per qualche anno, poi più nulla, con l’abbandono e l’incuria a fare da padroni in un’area che la città adesso sta cercando faticosamente di recuperare. Non è escluso che l’immobile fosse stato scelto come ricovero da senzatetto e che proprio qualche attività legata alla presenza di persone senza fissa dimora al suo interno sia all’origine del rogo, i rilievi dei vigili del fuoco non hanno però permesso di capire l’esatta dinamica dell’incendio.

“L’area è stata recintata – spiega il vice sindaco Andrea Pecorini che ha seguito di persona fin dalla serata di venerdì l’evolversi della situazione – il tetto è crollato ed i danni sono seri, dentro non c’è rimasto più nulla, non è stata nemmeno trovata la causa dell’incendio”.

  Adesso arriverà la parte più difficile, il risanamento e la riqualificazione dell’ennesimo pezzo di città rovinato dal tempo. “Non sarà certo questo incidente a minare il lavoro delicato e complesso che stiamo cercando di fare sia con gli enti competenti che con la comunità che ha aderito al progetto Cantiere Cultura – spiega Barbara Catalani, assessore con delega per l'ex Ilva – è ancora più impellente adesso lavorare sul fronte convenzionale con Soprintendenza, Regione e Demanio che ha bisogno urgente di un intervento speciale. Abbiamo poi trovato una straordinaria partecipazione e disponibilità nella comunità follonichese che sente forte l’esigenza di ritornare a pensare e a voler bene a quello spazio e a riappropriarsene. Ora dobbiamo ripartire più spediti, cercare di non lasciare così a lungo abbandonati questi angoli di storia e di vita e spingere perché il primo fronte, quello degli enti pubblici, senta più forte la pressione così come lo è stato per quella parte di comunità che aveva cominciato a progettarne il futuro”.

 

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