Attenzione
Scritte diffamatorie, Coeso nel mirino
Nuovi atti vandalici contro il consorzio che gestisce i servizi socio-sanitari. In arrivo telecamere in tutte le sedi
GROSSETO. Scritte offensive, diffamatorie e inqualificabili nei confronti dei dirigenti del Coeso e dei servizi sociali. È l’ultimo di una serie di atti vandalici che, la notte tra giovedì e venerdì, ha colpito al cuore il consorzio sorto tra l’Asl e i sei comuni della zona socio sanitaria grossetana (Grosseto, Campagnatico, Castiglione della Pescaia, Civitella Paganico, Roccastrada e Scansano) per gestire i servizi sanitari, socio sanitari e assistenziali del territorio. Uno strumento a presidio del cittadino ma che si ritrova per l’ennesima volta nel mirino.
Ieri mattina l’esterno della sede di via Damiano Chiesa 12, nel centro di Grosseto, è stato scoperto imbrattato di scritte pesantissime sui muri a sinistra e a destra del cancello d’ingresso. Frasi offensive nei confronti dei dirigenti dei servizi socio-sanitari ovvero Fabrizio Boldrini, direttore del Coeso, e Renza Capaccioli, dirigente dei servizi sociali. Se ne sono accorti ieri mattina gli operatori del Coeso, andando al lavorare intorno alle 7,30 e scoprendo - a sinistra del cancello - parole a caratteri cubitali vergate con lo spray nero sui mattoncini. Boldrini è stato bollato con indegni epiteti per ben due volte, una in orizzontale e l’altra in verticale. Sulla destra del cancello è cpmparsa invece una terza scritta rivolta a Capaccioli, anche lei bersaglio di un’espressione diffamatoria.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Grosseto; il Coeso procederà con una denuncia contro ignoti. I reati che si profilano vanno dalla diffamazione al danneggiamento, deturpamento e imbrattamento di cose altrui aggravato dal contesto di un immobile pubblico.
Amarezza e sconcerto si sono diffusi subito non appena la dirigenza ha appreso la notizia. Se Boldrini era fuori Grosseto per lavoro e non ha potuto constatare subito i danni, Capaccioli è andata invece di persona sul posto dove è apparsa comprensibilmente amareggiata. Il Coeso ha dato subito il via alle operazioni di pulizia: un operaio ha cancellato le tre scritte con una mano di vernice. Nessun sospetto da parte della direzione sugli autori del gesto. «Stiamo assistendo - commenta il Coeso - al verificarsi con sempre maggiore frequenza di queste situazioni perché le marginalità sociali aumentano e sono sempre più le persone che si rivolgono ai servizi per avere sostegno. Coeso, però, non è semplicemente un erogatore di risorse economiche, un bancomat da cui prelevare denaro, e i percorsi di uscita dal bisogno che propone sono spesso faticosi e impegnativi: ecco perché talvolta generano insoddisfazione che si manifesta con bravate simili». Le frasi sono già state cancellate, ma una dura condanna arriva anche dalla presidenza: «Quella che si è verificata è sicuramente un’offesa al lavoro di persone che operano ogni giorno per aiutare cittadini in difficoltà. La Società della salute, pur distinguendo atti di marginalità come questo, da atti di vera e propria criminalità, è ferma nel denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine e si doterà di sistemi di protezione e controllo, che nei prossimi giorni saranno installati in tutte le sedi. È evidente che si debbano prendere i giusti provvedimenti per arginare queste azioni ed impedire che possano limitare gli interventi del Coeso a favore dei cittadini più bisognosi».
Venti ruote bucate. Risale precisamente a un anno fa il precedente atto vandalico. Due furgoni e otto auto per un totale di venti pneumatici tagliati e nove parabrezza rotti: fu questo il bilancio che il 2 aprile 2014 gli operatori del Coeso dovettero conteggiare entrando in servizio.
Furto di pc. Risale invece al 30 marzo 2015 un furto sempre al Coeso. La sede fu visitata dai ladri che rubarono otto computer portatili. I pc erano conservati dentro armadi chiusi a chiave, ma i ladri riuscirono comunque a introdursi dentro la palazzina rompendo una finestra affacciata sul retro. Anche qui, amara sorpresa degli assistenti sociali che scoprirono il colpo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
