Sicurezza
Più informazione turistica, il Comune detta le regole
Perfezionato lo schema del rapporto con Amatur e delle attività da svolgere La società partecipata riceverà 36mila euro all’anno anziché diecimila
MASSA MARITTIMA. Patti chiari amicizia lunga. Il proverbio calza a pennello per gli accordi tra il Comune e la partecipata Amatur, pronti ad essere rinnovati per una nuova pagina dell’informazione turistica. Dopo le polemiche sollevate nei mesi scorsi, legate non solo ai conti ma anche allo svolgimento dell’attività (vedi l’ufficio troppo spesso chiuso) l’amministrazione ha deciso di concedere nuovamente il servizio alla società guidata da Alessandro Giuliani, mettendo però ben in evidenza i puntini sulle i.
Richiesta di personale qualificato, un’informazione che comprenda anche la descrizione del contesto economico- territoriale, un tetto minimo di ore d’apertura dell’ufficio di via Todini. Obblighi che se prima erano verbali ora sono stati messi neri su bianco nelle linee guida dell’accordo tra le due parti. Che, dal punto di vista di Amatur, vede aumentare il finanziamento da parte del Comune da diecimila a trentaseimila euro.
Partiamo proprio dall’ufficio nel centro storico massetano, quello troppo spesso chiuso secondo i critici. Da oggi fino al 31 dicembre 2016 (tanto durano gli accordi) la sede Amatur dovrà stare aperta al pubblico 1.500 ore all’anno, garantendo, si legge sul documento, «orari di apertura di norma minimi pari a cinque ore e massimi pari a sette ore giornaliere, con apertura mattutina o pomeridiana». Facendo una media di sei ore al giorno, quindi, fanno 250 giorni d’apertura all’anno, da suddividere nei periodi di maggior flusso turistico e garantiti sia per gli eventi più rilevanti che si svolgono in città sia per determinate date, come Pasqua e Pasquetta, il 25 aprile, il 1 maggio, il 2 giugno, Ferragosto e l’8 dicembre e così via.
Altro punto che l’amministrazione ha voluto rimarcare è la scelta delle figure che riceveranno i turisti, che oltre ad avere una «comprovata professionalità nel settore» dovranno conoscere almeno due lingue: l’inglese e una seconda. E in questo senso, la partecipata è già sul mercato in cerca degli addetti che fanno al caso suo.
Allo stesso modo il documento che contiene le linee guida parla delle nuove offerte che richiede l’amministrazione alla firma della convenzione, alcune delle quali già individuate. Ad esempio, si chiede al consorzio di «operare per fornire agli utenti la migliore informazione possibile sia per gli aspetti più prettamente turistici che per le specificità ed emergenze economico-territoriali secondo quanto previsto dallo statuto sociale». Non solo depliant, insomma, ma un’informazione specifica su cos’è il territorio e su come poterlo godere a pieno.
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