Il Tirreno

Grosseto

Buon fine, il cibo va a chi è in difficoltà

A Sassofortino il cibo che esce dai banchi ancora integro, invenduto, magari prossimo alla scadenza, avrà una seconda vita. Verrà distribuito, infatti, a persone in difficoltà. Domani l’iniziativa...

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A Sassofortino il cibo che esce dai banchi ancora integro, invenduto, magari prossimo alla scadenza, avrà una seconda vita. Verrà distribuito, infatti, a persone in difficoltà. Domani l’iniziativa verrà presentata al centro civico della frazione, dove verrà firmato anche un protocollo d’intesa per l’attivazione del “Buon Fine”, la procedura che consente ai volontari dell’Anpas, in collaborazione con la locale Sezione soci Coop, di ritirare generi alimentari dall’InCoop di Via Garibaldi per poi distribuirli a persone e famiglie in difficoltà. Saranno presenti: Francesco Limatola sindaco di Roccastrada, Laura Boncioli vice presidente della sezione soci Coop Est Maremma, Fabrizio Boldrini presidente del Coeso, Mauro Bianchi presidente dell’Anpas di Sassofortino e Claudio Bindi, responsabile di negozio InCoop Sassofortino.

Il Buon Fine nasce dalla legge n.155 del 25 giugno 2003, ribattezzata “Legge del Buon Samaritano”, in quanto disciplina la distribuzione dei prodotti alimentari ai fini di solidarietà sociale. Tutti i giorni la distribuzione commerciale genera volumi di merce invenduta, prodotti alimentari che vengono ritirati dai banchi e dagli scaffali ancora integri e commestibili che però, per vari motivi (scadenza ravvicinata, confezione ammaccata, etichetta strappata, etc.), non possono per legge essere rimessi in vendita. Merce destinata ad essere smaltita come rifiuto che, grazie al progetto Buon Fine, può essere recuperata e destinata ai fini sociali. Unicoop Tirreno ha già attivato la redistribuzione in 89 supermercati. Quello di Sassofortino è il novantesimo. I pilastri di questo progetto sono le sezioni soci, i dipendenti Coop del territorio e i partner del progetto. Il ruolo delle sezioni è individuare le onlus con cui attivare l’accordo e monitorare il buon andamento del progetto, rispondendo così ai bisogni della comunità locale. I dipendenti invece assumono in proprio l’attività di recupero merce favorendo una diminuzione degli sprechi e il loro riutilizzo a fini sociali. Non è trascurabile, inoltre, un altro valore di questo progetto: quello ambientale. La distribuzione dei prodotti riduce infatti il quantitativo di rifiuti da smaltire e, conseguentemente, l’inquinamento. (g.bal.)

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