Sicurezza
Asta deserta per gli immobili della Mabro
Non si sono presentati compratori per la struttura di via Senese che ospita uffici e laboratori
GROSSETO. Non si sono presentati compratori per gli immobili di via Senese che ospitano gli uffici e i laboratori della Mabro, l’azienda di abbigliamento per la quale sono state messe in piedi due procedure di vendita separate, una per gli immobili, di proprietà di Royal Tuscany Fashion Group, società in concordato preventivo, e una per l’azienda vera e propria, Abbigliamento Grosseto, attualmente sotto il controllo di un commissario straordinario, Paolo Coscione.
La procedura di gara relativa agli immobili è andata deserta, al primo tentativo, ed è probabile che, adesso, si attenderà l’esito della gara per la cessione dell’azienda prima di decidere nuove mosse.
Il bando, pubblicato dagli organi della procedura di concordato preventivo (il liquidatore Marco Milanesio e il commissario giudiziale Enrico Domenichelli) aveva stabilito come termine per la presentazione delle offerte il 15 aprile, ma davanti al notaio, si è solo potuto prendere atto del fatto che non era arrivata alcuna busta contenente offerte per l’immobile valutato 6,8 milioni di euro da una perizia dell'ingegner Liciano Lotti del 19 giugno dello scorso anno.
In teoria l’ipotesi più immediata potrebbe essere quella di procedere alla pubblicazione di un nuovo bando di vendita, con un prezzo che, a questo punto, potrebbe essere ribassato, ma è anche vero che l’11 maggio prossimo scade un altro termine, quello previsto dal bando per la vendita di Abbigliamento Grosseto, e le due vendite non sono proprio del tutto scollegate, perché l'azienda ha ancora tutti i suoi macchinari e i suoi beni all’interno degli immobili di Royal Tuscany.
È del tutto probabile, dunque, che gli organi della procedura di concordato preventivo preferiranno attendere l'esito di quel bando, anche perché l'eventuale acquirente non è vincolato a mantenere l'attività negli stessi capannoni e, una scelta in tal senso o in senso contrario fa differenza per chi li dovesse acquistare. Tra l'altro, anche la valutazione dell'azienda varia, seppure di poco, in base a quelle che potrebbero essere le intenzioni dell'acquirente: si va da un milione e 250.000 euro nel caso in cui volesse lasciare tutto là dove si trova a 1,1 milioni di euro per il caso in cui l'azienda dovesse trasferirsi.
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