Il Tirreno

Grosseto

follonica

A giudizio per la morte nel cantiere

Pierluigi Sposato
I sopralluoghi dopo l'incidente (foto Giorgio)
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I sopralluoghi dopo l'incidente (foto Giorgio)

Impresario schiacciato dal solaio: sotto accusa il coordinatore per l’esecuzione, assolti proprietario e direttore dei lavori

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FOLLONICA. L’ingegner Marco Baldi esce dall’aula di udienza dietro al suo difensore, l’avvocato Luciano Giorgi. Volti distesi. E una sola parola: «Assolti». Assolto l’ingegnere direttore dei lavori e assolto il committente delle opere in appalto per la ristrutturazione di un immobile, Francesco Ceccarini. Entrambi imputati di omicidio colposo per la morte di Ionel Vatra, imprenditore edile di origine romena che il 29 marzo 2012 stava lavorando in una villa all’incrocio tra le vie Isola di Pianosa e Isola di Caprera. Aveva 35 anni. All’udienza preliminare di fronte al giudice Marco Bilisari, nel corso del rito abbreviato, per Baldi l’accusa aveva chiesto 24 mesi mentre per Ceccarini (assistito dall’avvocato Marco De Stasio) 16 mesi.

Resta invece sotto accusa il coordinatore per la progettazione e coordinatore per l’esecuzione dei lavori, Giancarlo paletti, 69 anni, di Follonica, perito industriale. Anche lui per omicidio colposo: la sua posizione è stata stralciata, è stato rinviato a giudizio, per lui la prima udienza del dibattimento è stato fissato al 22 ottobre.

Tutti e tre erano stati citati dal pm Giuseppe Coniglio per la cooperazione colposa negli eventi che avevano portato all’incidente in cui Vatra aveva perso la vita. Le loro presunte negligenze avevano portato, secondo l’accusa, al crollo delsolaio della stanza della villa a cavallo tra il vano destinato a camera e il vano destinato a soggiorno. Perché? Perché non sarebbe stata posizionata una puntellatura idonea al solaio che doveva essere demolito: i cosidetti “cristi” di sostegno sarebbero stati posizionati in adiacenza al solaio e non sotto. Inoltre, la tecnica di smantellamento del solaio sarebbe stata completamente sbagliata, perché sarebbero state demolite tutte le pignatte e in parte anche i travetti. Tutto ciò, sempre secondo il capo di imputazione, avrebbe determinato una sollecitazione, con trazione e rotazione del cordolo in calcestruzzo armato posto sul muro perimetrale e di conseguenza una spinta verso l’eterno del muro. Era così crollato il solaio: Vatra era caduto al piano sottostante ed era morto sul colpo. Degli accertamenti si erano occupati gli esperti di medicina del lavoro della Asl 9; il pm aveva affidato una consulenza all’ingegner Gianfranco Savelli. Il cantiere era finito all’epoca sotto sequestro e il pm aveva disposto l’autopsia per l’imprenditore. Ceccarini doveva rispondere della mancata verifica di determinata documentazione. Baldi invedce dell’omessa vigilanza sull’andamento dei lavori, sulle tecniche utilizzate e sugli adempimenti messi in atto in fase realizzativa, dovendosi accertare che le lavorazioni fossero eseguite a regola d’arte. E su queste argomentazioni si è speso a lungo il dottor Coniglio, chiedendo appunto le due condanne.

Paletti, difeso dall’avvocato Katia Rotunno, dovrà invece rispondere della mancata corretta valutazione dei rischi nel Piano di sicurezza e coordinamento, nonché le misure di prevenzione e protezione, non verificando il Piano operativo di sicurezza della ditta Edil Vatra srl, in relazione all’evoluzione dei lavori e alle eventuali modifiche intervenute. Si sono costituiti parte civile i familiari di Ionel, attraverso l’avvocato Sandro Figliozzi di Frosinone.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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