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«Montioni è patrimonio della Regione»

«Montioni è patrimonio della Regione»

Il vicesindaco Pecorini risponde a La Duna sull’ex cava: «Appartiene alle Bandite di Scarlino»

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FOLLONICA. Montioni è patrimonio della Regione Toscana. Il vicesindaco Andrea Pecorini risponde così alla richiesta di precisazioni da parte degli ambientalisti follonichesi in merito alla ex cava di quarzite oggi inserita in un programma di ripristino ambientale che prevede che in quell'area vengano portati i gessi di scarto della produzione dell'azienda scarlinese Tioxide.

Le domande che poneva l'associazione La Duna all'amministrazione follonichese derivano dal fatto che nei giorni scorsi della ghiaia proveniente da quello spazio è stata portata e utilizzata per il suo rifacimento nel parcheggio di Cala Violina: dal gruppo si chiedeva quindi se esiste uno stoccaggio all'interno della ex cava, a quanto materiale eventualmente ammonta e se lo stesso è a disposizione unica di Bandite di Scarlino o di altri soggetti, anche senza il parere del Comune di Follonica, a loro avviso competente per territorialità.

A quanto spiegato dall'esponente del governo follonichese la proprietà di quel luogo, così come i materiali, sono della Toscana quindi patrimonio del complesso agricolo forestale regionale Bandite di Scarlino.

In tutto il Parco di Montioni è composto da novemila ettari di terreno che ricade in diversi Comuni, Scarlino (4000 ettari), Follonica (3000 ettari), Castiglione della Pescaia (1600), Gavorrano (400). Tra questi enti ad essere delegato alla gestione del territorio di Montioni è Scarlino che è poi l'amministrazione che guida le altre.

I proventi derivanti da quel territorio sono suddivisi tra Bandite e Regione, il 45% degli stessi spetta al primo e il 55% al secondo.

«È chiaro quindi che le entrate – spiega Pecorini – compresa quella del parcheggio per Cala Violina (Val Martina), appartengono alla Regione Toscana: esse, per il 45%, possono essere impiegate dall’ente gestore e reimpiegate soltanto nei terreni delle Bandite di Scarlino. Il resto delle entrate, pari al 55 % , viene invece gestito direttamente dalla Regione Toscana, che lo utilizza per finanziare progetti di valorizzazione e miglioramento all’interno dell’intero patrimonio regionale».

Nelle casse comunali di Scarlino e Follonica non possono quindi entrare ricavi ottenuti dalla cava di Montioni. «La ghiaia in questione – risponde ancora il vice sindaco – è il residuo della frantumazione della roccia che serviva per ottenere la quarzite lì abbandonata e viene prelevata per la manutenzione della viabilità forestale interna e di accesso all’intero del complesso Bandite di Scarlino. Per fare ciò gli uffici del gestore hanno presentato una specifica Dia (denuncia di inizio attività)».

Pecorini spiega che questo utilizzo è molto economico per Bandite che a fronte dei sei euro circa spesi per metro cubo di materiale ne andrebbero a pagare circa 36 se si rivolgessero ad un privato. (p.v.)

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