Sicurezza
Facevano prostituire le figlie minorenni
Arrestate due donne di etnia rom: due anni fa erano state inserite nel progetto di integrazione del Comune di Follonica
FOLLONICA. Arrestate le due madri rom del progetto di integrazione promosso due anni fa dal Comune di Follonica: facevano prostituire le loro due figlie e un'altra giovane, tutte e tre minorenni.
Dopo due anni i fatti hanno dato ragione a chi si era sempre detto contrario alla decisione con cui l'attuale sindaco, allora vice, Andrea Benini, aveva stabilito di dare in concessione a due famiglie di etnia rom un'area di proprietà comunale in località Mezzaluna, dove poter sostare con i loro camper, garantendogli gli allacci alle varie utenze: il patto era che rispettassero delle regole ben precise, patto svanito con l'arresto da parte dei carabinieri del golfo delle due capofamiglia, una di 39 l'altra di 36 anni. Le donne in concorso tra loro sono ritenute responsabili dei reati di prostituzione minorile, reclutamento e favoreggiamento della prostituzione. Le indagini sono scattate l'anno scorso nel mese di aprile quando una pattuglia dell'Arma ha sorpreso in un luogo appartato la figlia minorenne di una delle due rom in atteggiamenti inequivocabili con un 54enne. La ragazza era già conosciuta dalle forze dell'ordine così come la sua famiglia: sono iniziate le verifiche, che hanno portato a un anno di lavoro in cui i militari hanno raccolto testimonianze, osservato in borghese i movimenti delle ragazze e controllato i traffici telefonici. Madri, figlie e un’ altra minore che abita sempre nell'area della Mezzaluna, offrivano prestazioni sessuali nelle vicinanze dei due grandi centri commerciali del golfo, quello di via Leopardi e l'altro di via Massetana. Le due donne rom arrestate sono state portate al carcere di Pisa, mentre le giovani, oggi maggiorenni sono state segnalate ai servizi sociali. La vicenda non si conclude però con questo arresto: adesso dal municipio dovranno prendere provvedimenti e rivedere l'intero progetto dove appunto erano state inserite delle clausole ben precise.
Due anni fa infatti l'allora vicesindaco Benini, che tra le deleghe aveva appunto quella al sociale, insieme alla giunta guidata da Eleonora Baldi, decise di attuare un piano per l'inserimento di due famiglie rom da anni stabili a Follonica nella comunità locale. I due nuclei familiari sono composti da nove persone di cui cinque all'epoca erano minori: l'iniziativa del Comune arrivò dopo che le roulotte dei nomadi furono cacciate dalla zona industriale. Quando la notizia del loro trasferimento in zona Mezzaluna, accanto all'area camper, iniziò a girare, a Follonica scoppiò un vero e proprio caso: il timore maggiore era che presto quel posto sarebbe diventato un campo nomadi. Da lì la raccolta di circa 8000 firme da parte dell'attuale movimento Onda, nato appunto in quel frangente dall'incontro sui social network di molti follonichesi (all'epoca la pagina venne chiamata “No al campo nomadi”), consegnate in municipio.
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