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geotermia a monterotondo

«Un mero errore materiale» La Provincia corregge l’atto

«Un mero errore materiale» La Provincia corregge l’atto

MONTEROTONDO. Si tratta di una dimenticanza, nulla di più. O come l’hanno chiamato gli uffici di Palazzo Aldobrandeschi, «un mero errore materiale». Certo è che se fossero arrivati dei controlli ci...

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MONTEROTONDO. Si tratta di una dimenticanza, nulla di più. O come l’hanno chiamato gli uffici di Palazzo Aldobrandeschi, «un mero errore materiale». Certo è che se fossero arrivati dei controlli ci sarebbe stato da sudare per spiegare che quelle autorizzazioni sono valide e rilasciate sulla base di verifiche fatte a dovere. Sulla Aua (autorizzazione ambientale unica) rilasciata dalla Provincia di Grosseto alla Enel Green Power per una centrale geotermica in attività a Monterotondo Marittima infatti mancavano i dati delle emissioni in atmosfera. I documenti in mano alla società, in poche parole, dicevano che sì, l’impianto può lavorare tranquillamente ma senza sapere cosa e quanto disperdeva su colli dei monti. Ma in realtà, quei controlli erano stati fatti e certificati. Per questo gli stessi uffici del palazzo provinciale hanno provveduto a rettificare le autorizzazioni.

L’inghippo va in scena nelle zone più remote delle Colline Metallifere, al confine con la provincia di Pisa, dove la geotermia vuole e sta diventando il volano verso il futuro del territorio. In quest’ottica, l’Enel ha realizzato a suo tempo una centrale geotermica nella piccola monterotondina località di Carboli, chiamata appunto “Nuova Monterotondo”. Alla fine del 2014, per questo impianto, è stato necessario rinnovare l’autorizzazione, insieme a prescrizioni e a tutta la documentazione necessaria. Fatti i test, la Provincia ha provveduto a rilasciare tutto il fascicolo, scordandosi però di trascrivere un passaggio che non è proprio un dettaglio. «Per mero errore materiale – si legge sulla determina che va a riparare a questo passaggio – non è stato riportato il valore limite di emissione del parametro mercurio». Non parliamo di una sostanza qualsiasi, insomma. Ma nessun allarmismo: i controlli e le prescrizioni erano già state tutte decise e approvate. Per quanto riguarda l’emissione di mercurio, infatti, il limite è stato fissato a 4 g/h, da leggere come gray (dose con cui si misura la radiazione) all’ora. Ma non solo: nelle tabelle allegate dalle autorizzazioni, il limite emissivo dell’idrogeno solfato era stato indicato in milligrammi al metrocubo anziché in chilogrammi ogni ora. Un dettaglio tecnico, difficile però da spiegare nel caso fosse passato un controllo. Anche perché i dati e i valori sopra citati fanno parte integrante delle autorizzazioni stesse. Fortuna che gli addetti ai lavori, della società e dell’amministrazione provinciale, si sono accorti subito dell’inghippo e hanno provveduto quanto prima (quattro mesi dopo) a correggere i documenti. (a.f.)

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