Gioco
Una ventina di volontari di sentinella contro i furti
D’accordo con Comune e carabinieri controllano di notte la parte alta della città «Né ronde né sceriffi, se ci sono movimenti sospetti chiamiamo la caserma»
MASSA MARITTIMA. È passato un mese da quando Simone Geronzi e un’altra ventina di volontari passano le loro notti in giro per le strade. Un sistema ormai collaudato, che vede turni quasi del tutto delineati e zone ben determinate da battere. Dall’una alle cinque del mattino, su e giù nei quartieri della zona alta di Massa Marittima, in cerca di movimenti sospetti. Con il benestare di Comune e Compagnia dei carabinieri.
«Volevamo dare un aiuto concreto» spiega Geronzi, uno dei molti massetani che ha risposto “presente” quando le forze dell’ordine hanno chiesto la collaborazione dei cittadini per contrastare l’ondata di furti che si è abbattuta in città e sul territorio circostante. Ma non chiamatele ronde. «Siamo gruppi di volontari» ci tiene a precisare l’interessato. Del resto, i patti con il sindaco Marcello Giuntini e con i vertici dell’Arma erano questi: «state attenti e niente sceriffi». Un’idea che non ha mai attraversato la testa di Geronzi. «Figuriamoci, io non ho mai fatto male neanche ad una mosca». Lo scopo di queste sentinelle (chiamiamole così) è un altro: vigilare su quelle strade in cui le pattuglie di carabinieri e vigili urbani non possono essere sempre presenti e in caso di figure o movimenti sospetti chiamare subito in caserma. Ma niente più di questo.
«Qualche segnalazione è stata fatta in questo periodo, ma alla fine non si è mai trattato di casi di furti». C’è anche un altro dato che il massetano vuole mettere in evidenza: «ultimamente questi crimini sono diminuiti a Massa, forse il periodo è passato».
Un mese fa però la situazione era ben diversa. «C’è stato un momento in cui per quattro notti consecutive i ladri sono entrati negli appartamenti, anche tre per notte». Episodi che si sono concentrati soprattutto nella parte alta di Massa Marittima, la cosiddetta parte nuova, sempre con il solito sistema: un forellino sulla finestra per far scattare la maniglia e poi intrufolarsi a casa. Molti volontari sono proprio vittime di furti. Simone invece no, ma ha deciso di mettersi a disposizione perché i ladri avevano comunque visitato tutti i condomini vicino a casa sua.
È stato in quel momento che sono nate le sentinelle, operative sette notti alla settimana dall’una alle cinque. «Siamo una ventina in tutto: ci troviamo nel solito punto e poi andiamo in auto in giro per le strade. In base a quante macchine sono, riusciamo ad avere un raggio più ampio». I volontari sono tutta gente che lavora e che impiega il proprio tempo libero al servizio della comunità. Geronzi, ad esempio, è un artigiano. «Per ora riesco a gestirmi bene – spiega – vado a letto intorno alle 22 e poi all’una esco per andare in giro fino alle cinque, quando rientro per prepararmi per andare al lavoro».
Le sentinelle si danno i turni, si suddividono notti e percorsi. «Ma non possiamo andare avanti all’infinito – continua – Infatti ci incontreremo per capire come andare avanti ora che anche i furti sono diminuiti: magari faremo una sera sì e una no, due sì e due no. Vedremo». Intanto comunque il loro spirito è stato preso d’esempio anche dai più giovani. Ragazzi che finita la serata allungano il ritorno a casa andando a pattugliare quelle zone più buie della città e delle frazioni. «Anche noi vogliamo dare una mano» spiegano. Stando sempre ben attenti, ovviamente. E con il solito patto: niente sceriffi.
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