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Discariche abusive in mezzo al verde del Parco di Montioni

Paola Villani
Discariche abusive in mezzo al verde del Parco di Montioni

Gli ambientalisti della Duna segnalano situazioni di degrado: alcune vecchie di mesi, ma nessuno interviene

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FOLLONICA. Una riserva naturale utilizzata come discarica. La maleducazione non ha limiti e così anche un parco, che dovrebbe essere tutelato e protetto, diventa luogo dove portare i propri rifiuti, che poi lì rimangono per mesi e mesi.

Dopo le fotografie delle due pinete follonichesi, anch'esse appunto in condizioni non ottimali a causa di sporco e arredi rovinati, pubblicate nei giorni scorsi, arriva adesso un'altra segnalazione che riguarda un territorio appena fuori da Follonica. Si tratta del Parco di Montioni, noto ai più per la presenza al suo interno di una cava dove vengono portati i gessi rossi di scarto della Tioxide, in base a un progetto di ripristino ambientale: in quell'area alcuni incivili hanno deciso di abbandonare i propri scarti, deturpando una riserva naturale di prestigio che potrebbe essere un volano per il turismo locale.

«Le immagini – spiegano dall’associazione La Duna, riferendosi ad alcune fotografie scattate all'interno dell'area – ritraggono piccoli importanti angoli di quello che era, e forse resterà, il Parco interprovinciale di Montioni, indicato da ben sette cartelli dislocati lungo le strade che arrivano dalla provinciale Aurelia. Sono presenti cumuli di detriti edili, tubazioni di eternit fatte a pezzetti e abbandonate da qualche maleducato vicino al ponte della cosiddetta “Acqua nera”». Raccontano dall’associazione follonichese che le segnalazioni in merito a quello sporco è da mesi che sono state presentate agli enti pubblici di pertinenza, ma nulla è cambiato, anzi i rifiuti sono aumentati.

Ancora: vicino alle Terme della Baciocca (costruzione risalente all'ottocento che prende il nome dalla sorella di Napoleone, Elisa Baiocchi, arciduchessa della Toscana) ci sono alcune bombole di gas e altri detriti abbandonati in attesa del ritiro. «Le bombole – continuano dalla Duna – evidentemente dovranno entrare a far parte del paesaggio. Poi c'è un albero crollato da mesi sul ponte che porta dalla strada delle terme alle cave di allume: cadendo ha bloccato il passaggio e nessuno, nonostante le ripetute segnalazioni, si è degnato di toglierlo». Una nota positiva c'è: l'acqua che arriva dalla cava di Montioni, sembra migliorata almeno a livello visivo. «Non è più rosso fuoco ma sembra trasparente – dicono dall'associazione – Forse il depuratore è entrato in funzione ma tutto è lasciato all'immaginazione perché chi di competenza tace».

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