Il Tirreno

Grosseto

No al gestore unico La rivolta di Capalbio contro Sei Toscana

di Ivana Agostini

Il consiglio approva una mozione indirizzata alla Regione Bellumori: «Un servizio troppo oneroso e che non ci tutela»

2 MINUTI DI LETTURA





CAPALBIO. Il Comune di Capalbio pensa a un eventuale ritorno all’antico nella gestione dei rifiuti. Che il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori sia critico nei confronti dell’Ato non è certo una novità e dalla mattina di venerdì è ancor di più certezza. L’amministrazione capalbiese, dopo il consiglio comunale, sta mettendo mano al contratto e valutando una serie di possibilità.

«L’eventualità - spiega - sarebbe quella di tornare a gestire il servizio in casa come è avvenuto fino al dicembre del 2013. La gestione all’interno dell’area d’ambito non è controllabile ed è onerosa. Per questo motivo alla commissione Ambiente il consiglio comunale ha richiesto, anche con l’ausilio di un esperto,  di  esaminare le clausole contrattuali Ato - gestore Sei che troppo  spesso vincolano – e poco tutelano - l’amministrazione locale  rendendola soggetto estraneo all’organizzazione e gestione del servizio».

Il consiglio comunale di venerdì ha approvato, all'unanimità,  la mozione che impegna il Comune di Capalbio a farsi promotore di ogni iniziativa amministrativa e politica volta a ottenere, dalla Regione Toscana, l’abrogazione della normativa in materia di gestione dei rifiuti urbani e la delimitazione degli Ato. «La decisione - dice il primo cittadino - è maturata dopo il primo anno di gestione Sei, dopo aver misurato la capacità di Ato di tener testa e controllare il gestore, dopo aver ritenuto troppo semplicistica la relazione che basta spalmare sulle utenze i costi che il gestore chiede attraverso il piano annuale dei servizi, dopo l’inopportunità di avviare una qualche azione mirata al recupero di rifiuti visto che la differenziata non porta - secondo il contratto Ato / Gestore 6 - alcun giovamento al bilancio del Comune, alle tasche degli utenti e all’ambiente. Una decisione rafforzata dopo aver visto le bollette arrivate ai cittadini e soprattutto alle imprese turistico ricettive e dopo aver visto la percentuale del tributo non pagato che mette a rischio la solvibilità, la solidità e la capacità di superare il patto di stabilità da parte dell’ente». Bellumori è preoccupato che l’onerosità del servizio metta a rischio le attività. L’assise ha anche deliberato, sempre all’unanimità, la proposta di promuovere incontri con la popolazione per illustrare tutti i problemi a cui il Comune deve far fronte causa gli alti costi del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti e l’impossibilità di gestire direttamente il piano e le modalità di raccolta. Inoltre, il Comune di Capalbio, coadiuvato da tecnici qualificati, dovrà farsi promotore di un incontro con i Comuni di Monte Argentario, Orbetello, Magliano in Toscana, Manciano, Pitigliano, Sorano e Isola del Giglio per valutare soluzioni ottimali per la gestione dei rifiuti urbani alternative a quelle attualmente imposte da AtoToscana sud.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze