Sicurezza
Furti nelle case, Alberese è nel mirino
Nuovo raid nella notte mentre i proprietari dormono: le telecamere riprendono un ladro. Indagano i carabinieri
ALBERESE. Sono entrati in camera da letto facendosi luce con una piccola torcia mentre i proprietari dormivano. Hanno frugato tra i gioielli nel comò e li hanno portati in salotto, sparpagliandoli in terra, scegliendo quelli “buoni” sul tappeto e lasciando la bigiotteria. Poi sono scappati verso altre case - sempre col trapano pronto a forare infissi - finché una telecamera non li ha ripresi. Le immagini sono state consegnate ai carabinieri. E immortalano un ladro.
«Non c’è più pace, siamo sotto assedio», raccontano i derubati che ad Alberese si sono trovati i malviventi in casa. Dopo l’ultimo colpo messo a segno circa venti giorni fa a casa degli anziani coniugi Martellucci (88 anni lui, 80 lei), un nuovo raid si è consumato l’altra notte e la frazione si risveglia nell’incubo. Due case visitate. Un’altra con un tentativo fallito.
Sono le 3,30 quando i ladri entrano in casa della famiglia Di Fiore. Siamo in via dell’Aviatore, strada tranquilla popolata di appartamenti e villette a schiera, con bei giardini fioriti. Vi abita una coppia di coniugi in pensione, Italo Di Fiore, 74 anni, ex dirigente scolastico e la moglie Anna Paola Antoni, 68 anni, ex dipendente Asl, con i loro figli. «Stavamo dormendo», racconta Anna, quando i ladri (o uno solo?) hanno praticato col trapano un foro nella porta finestra di terrazza e sono penetrati in salotto. Guai a non blindarsi. «Noi abbiamo sempre l'abitudine di chiudere la persiana e o stavolta non l'abbiamo fatto». Una debolezza costata cara perché aprire col trapano l’infisso è stato facile.
Sul tavolo di sala sono stati rubati alcuni orologi. I ladri hanno poi imboccato il corridoio e sono entrati nella camera in cui i proprietari dormivano. Erano scalzi per non far rumore, hanno lasciato impronte. È stato un furto un po' anomalo: un malvivente - con la lucina accesa - ha iniziato a frugare nel comò dove ci sono le scatoline portagioie accanto a soprammobili e bambole. Poi ha iniziato una sorta di andirivieni tra camera e salotto, dove un po’ alla volta ha portato i bijoux, adagiandoli sul tappeto e scegliendo quelli più di valore in terra. Andava e tornava.
«Io mentre ero a letto ho visto un’ombra - racconta spaventata la proprietaria - ma lì per lì ero annebbiata dal sonno e ho pensato che fosse mio figlio Enrico che cercava qualcosa. Poi l’ombra è uscita di camera, forse per portare le scatoline in salotto, ma è ritornata. A quel punto ho visto meglio quest’ombra con la lucina accesa, che tuta curva frugava ancora, e mi sono messa a gridare». Svegliato di soprassalto, il marito si è alzato ed è corso dietro al malvivente facendolo scappare. Dal comodino sono stati rubati 250 euro dal borsello. Bottino magro invece per i gioielli, visto che la donna possiede per lo più bigiotteria che è rimasta tutta in salotto. La denuncia è stata inoltra ai carabinieri, intervenuti con una pattuglia da Grosseto. Resta lo choc dei derubati, che chiedono più sicurezza.
Non è finita qui. E dopo il colpo a casa Di Fiore il ladro - che forse aveva un palo fuori - ha continuato il raid. Il suo itinerario è stato ricostruito dall’incrocio di testimonianze degli abitanti di Alberese, ma anche dalle immagini di telecamere private che ne hanno immortalato parte del tragitto. «Io credo che fosse più d’una persona», dice Luciano Curielli, 63 anni, che vive in piazza del Marinaio e che di recente aveva affidato a Fb i suoi timori per i furti in aumento. «A chi toccherà?».
Curielli non è stato derubato ma ci è andato vicino. Dopo essere usciti dalla casa dei Di Fiore, i ladri hanno scavalcato due giardini (dietro un palazzo è stata trovata una scatolina di gioie), poi sono transitati in piazza del Marinaio e proprio qui sono state ripresi dalle quattro telecamere installate da Curielli.
I malviventi «sono entrati nel mio giardino - dice Luciano - Si sono diretti al mio portone» che quasi certamente volevano forzare per entrare. Ma proprio qui si sono guardati intorno e hanno visto l’occhio della telecamera (erano le 3,38 di notte) puntato proprio sull’ingresso. A quel punto hanno cambiato intenzione, scavalcato la recinzione del giardino e sono fuggiti verso altre proprietà. Davanti al portone hanno lasciato un’impronta fangosa.
«Alla fine - commenta Luciano - mi resta il sospetto che volessero davvero entrare da me o usare il mio guardino come via di fuga». Fatto sta che dopo mezz’ora ci risiamo. Tra le 4 e le 4,30 riecco i ladri in un’altra casa. Stavolta in campagna, sempre ad Alberese. Presa di mira la famiglia di Marcello Maggiotto, coltivatore di 48 anni che si è trovato un’ombra in casa. «Ho sentito rumori strani - dice - mi sono alzato e ho messo il malvivente in fuga. Anche da me ha fatto un foro nella porta finestra, poi con una leva di metallo ha aperto la maniglia». È riuscito a prendere solo 50 euro. Ma lo choc è stato tanto.
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