La manifestazione
Forestale, no alla soppressione
Prima in Toscana, la giunta comunale approva una delibera contro i tagli
GROSSETO. No alla soppressione della Forestale, un corpo dalle competenze troppo specifiche per essere liquidate nel globale calderone dei tagli. La richiesta di scongiurare l’assorbimento della Forestale in altre forze di polizia - manovra inserita nel disegno di legge 1577 sulla riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche formulato dal Governo - parte dritta dal Comune di Grosseto, primo in Toscana, ed è rivolta in via ufficiale al premier Matteo Renzi.
Ne ha discusso martedì scorso la giunta comunale di Grosseto approvando una delibera contro il rischio di soppressione del Corpo forestale dello stato come forza di polizia specializzata nella tutela dell’ambiente, del territorio, del patrimonio agro-alimentare e della biodiversità. No ai tagli che pendono come una spada di Damocle; viceversa la richiesta è quella di un incremento dell’organico. A partire dalle unità operanti in Maremma.
Il Comune di Grosseto parte dal disegno di legge 1577, l’articolo 7 comma 1 che prevede, tra i vari principi e criteri, “il riordino delle funzioni di polizia di tutela dell’ambiente e del territorio, della sicurezza e dei controlli agroalimentari, con una riorganizzazione del Corpo forestale e un eventuale assorbimento nelle altre forze di polizia”.
Premessa d’obbligo. «Come amministrazione - precisa il sindaco Emilio Bonifazi - siamo d’accordo sul fatto che le forze dell’ordine vadano razionalizzate e riorganizzate, magari con un accorpamento di funzioni che creano inutili e costose sovrapposizioni. Ma in questo caso la soppressione della Forestale porterebbe a un’irrimediabile dispersione delle specifiche professionalità di questo corpo non solo come organo votato alla lotta ai crimini ambientali e alla tutela degli ecosistemi naturali, ma anche come partner nel complesso sistema di governance del territorio». La soppressione della Forestale - per il Comune di Grosseto - comporterebbe il fatto che così verrebbe a cancellarsi «l’unico corpo di polizia statale con una marcata specializzazione e professionalità in materia di tutela dell’ambiente, del territorio e della biodiversità». Ovvero un’irrimediabile dispersione delle professionalità del Corpo forestale: dalla lotta ai crimini ambientali e alla tutela degli ecosistemi naturali, dal presidio costante del territorio alla difesa idrogeologica e del suolo, dalla tutela delle condizioni di legalità nel sistema agroforestale e alimentare a una prevenzione del traffico e smaltimento illecito dei rifiuti, dalla repressione dei reati a danno degli animali al contrasto e repressione di contraffazioni, sofisticazioni o adulterazioni alimentari sempre più diffuse, per finire con la lotta agli incendi boschivi e alla vigilanza e tutela dei parchi nazionali e regionali, che molti risultati hanno portato anche in Maremma. «Oggi - nota la giunta comunale l’impegno del Corpo forestale, il cui organico conta meno di 8.000 unità a livello nazionale, necessita di un incremento: gli studi documentano come l’assorbimento in altre forze di polizia del Corpo forestale non comporta risparmi apprezzabili nella spesa pubblica, anzi. Si risolve in una minor tutela degli ambienti naturali, dell’agricoltura e del territorio con conseguenti costi economici a cui il Paese non può fare fronte». Ben vengano invece «risorse finanziarie aggiuntive da destinare all’adeguamento delle dotazioni strumentali e tecniche e del vestiario da fornire al personale». Proprio da Grosseto parte - in direzione Roma - la richiesta «al presidente del consiglio e ai ministri di scongiurare l’assorbimento della Forestale in altre forze di polizia e rafforzarlo nell’organico e nelle competenze specialistiche».
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