Attenzione
«Era la Bonifica che doveva provvedere»
La rabbia dell’assessore regionale Bramerini: due anni di incontri per evitare i licenziamenti
GROSSETO. I cinque licenziamenti del Consorzio Bonifica hanno fatto saltare sulla sedia anche l’assessore regionale all’Ambiente Annarita Bramerini. «La legge regionale 79 ha fatto chiarezza su ciò che era già noto prima della sua approvazione: i Consorzi di bonifica hanno competenze solo sulla manutenzione delle opere idrauliche di bonifica e non possono quindi occuparsi di attività legate alla disinfestazione dalle zanzare e la derattizzazione. Per due anni, a più riprese sia con note scritte che in occasione di incontri anche con i rappresentanti dei lavoratori interessati, la Regione ha fatto presente alla presidenza del Consorzio di Bonifica che avrebbe dovuto affrontare e risolvere questa situazione, impegnandosi nella riqualificazione degli addetti. Invece si è evidentemente preferito non affrontare il problema con il rischio calcolato che le conseguenze sarebbero poi ricadute sui lavoratori. Di certo al Consorzio, che ha nel frattempo ampliato la sua competenza territoriale, non manca il lavoro, visto che la manutenzione ordinaria delle opere idrauliche e di bonifica è diventata un tema di grande attualità e costituisce una priorità per un territorio come il nostro, colpito ripetutamente da alluvioni».
Duro l'attacco dell'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini dopo la notizia diffusa ieri del licenziamento di cinque dipendenti addetti alla disinfestazione dalle zanzare da parte del Consorzio di Bonifica Toscana Sud. «Abbiamo ricevuto nel tempo - prosegue Bramerini - lettere di aziende specializzate nel settore che hanno più volte richiamato il rispetto delle norme evidenziando agli enti locali e al l'autorità giudiziaria una sorta di "concorrenza sleale" da parte del Consorzio. È grave e irresponsabile non avere affrontato a tempo debito la questione, visto che esistevano e, riteniamo che ci siano ancora, le condizioni per farlo. Infatti dei sette dipendenti, due sono stati reimpiegati». «Concludo dicendo che la Regione Toscana è solidale con i cinque dipendenti e non è una dichiarazione formale- tiene a precisare Bramerini - È la solidarietà di un ente che per due anni ha avuto presente il problema, ha suggerito soluzioni e non è stato ascoltato».
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