Sicurezza
Massa Marittima bocciata da Lonely Planet
Dalle pagine della guida cult arriva una stroncatura sui servizi per i visitatori. E si accende la polemica
MASSA MARITTIMA. Non parliamo di una stroncatura, ma certo neanche di un elogio. Basta leggere alcuni passaggi: «la scarsità di turisti lascia perplessi», «l’antiquato museo», «i pochi alberghi lasciano molto a desiderare», «l’anziana signora che sembra si sia appropriata del ruolo di custode della chiesa», dove per chiesa s’intende il duomo di San Cerbone. Sono stralci che la famosa guida Lonely Planet ha riservato a Massa Marittima, distribuendo al mondo una visione poco lusinghiera della città.
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«Non sono professionali» attacca qualcuno su Facebook, dove queste pagine hanno suscitato scalpore. «Forse non saranno professionali, ma è quello che hanno visto» replica qualcun’altro. I «non professionali» sono Virginia Maxwell e Nicola Williams, autori della guida “Toscana” per contro della Lonely Planet. La prima è stata anche responsabile editoriale per la società per poi passare a scrittrice, mentre il secondo è un giornalista inglese che da dodici anni vive a Parigi. Sono loro le firme su queste parole che alle orecchie dei massetani sono suonate come unghie sulla lavagna. Ma lette con occhio critico, anche come un campanello d’allarme. Perché al di là delle opinioni, questa è la cartolina che la Lonely Planet manda dalla città del Balestro nel pianeta.
Queste guide, infatti, vengono vendute ovunque a migliaia ogni anno e sono tradotte in tutte le lingue. E, modestia a parte, vien facile pensare che quella “Toscana” catturi l’interesse di molti turisti.
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La guida in questione esce nel 2012 ed è scandita a seconda dei vari territori. Verso la fine, arriviamo al capitolo “Toscana meridionale” e al paragrafo “Alta Maremma”, in cui la prima tappa citata è proprio Massa Marittima. E da subito, proprio dalle prime righe, parte la critica. «Questa cittadina collinare d’epoca medioevale – si legge – si trova fra Siena e la costa. La scarsità di turisti lascia perplessi, perché Massa offre un miscuglio eccentrico ma simpatico di musei e la sua piazza centrale è una delle più belle della Toscana». Bastone e carota. Ed è proprio per questo che non può essere definita una stroncatura, dato che in alcuni passaggi gli autori mirano ad esaltare tutte le qualità della città. Allo stesso tempo, però, mettono in luce anche gli aspetti poco lusinghieri riscontrati nel loro soggiorno massetano.
Alla voce “pernottamento”, ad esempio, non lasciano spazio all’immaginazione e tornano a distribuire pugni e carezze. «I pochi alberghi di Massa purtroppo lasciano molto a desiderare, ma ci sono favolosi agriturismi e ville sparsi nell’area circostante». Ma l’occhio critico di Maxwell e Williams dopo uno sguardo generale si focalizza sulle varie attrattive della centro storico. Sull’Albero della Fecondità («uno straordinario affresco»), e sulla Cattedrale di san Cerbone. E qui, di nuovo, gli autori non sono rimasti convinti di qualcosa. O meglio, di qualcuno: la perpetua. «Fate attenzione all’anziana signora che sembra si sia appropriata del ruolo di custode della chiesa e che ritiene fermamente che tale luogo sia riservato unicamente alla preghiera e non alle visite». Da capire, qui, come si è comportato il duo Lonely Planet nella visita a San Cerbone. Il tour comunque va avanti e fa tappa nei musei. In quello della Miniera (con una descrizione sintetica sulla guida) e quello Archeologico. Lui sì davvero bocciato. «Il duecentesco Palazzo del Podestà – si legge – ospita l’antiquato museo di archeologia di Massa, il cui unico reperto davvero degno di nota è la statua-stele del Vado all’Arancio, una semplice ma affascinante stele in pietra risalente al III millennio a.C.».
Questa è l’immagine che Lonely Planet dà di Massa Marittima. «È possibile che parlino così di una cittadina che dovrebbe essere la perla della Maremma?» continuano i post su Facebook dei massetani. «Comunque hanno visto quello che veramente è», ribatte un altro. E via così per molti post.
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