Attenzione
Sicurezza pubblica, più di 600.000 euro in arrivo
Il sindaco Bonifazi spiega l’impegno che il Comune ha sottoscritto con il Patto in prefettura: telecamere a sette varchi, potenziamento della polizia municipale e dell’illuminazione
GROSSETO. «Fatti concreti e non chiacchiere». All’indomani del rinnovo del patto per la sicurezza il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi puntualizza una posizione chiara; che detto in soldoni significa più di 600.000 euro destinati a videosorveglianza, pubblica illuminazione e potenziamento della polizia municipale per proteggere i cittadini.
Il patto è stato sottoscritto due giorni fa in prefettura e «noi - specifica il primo cittadino - come Comune ci siamo stati dentro fin dal primo momento». Se l’ente capoluogo ne è stato il capofila, «pian piano hanno iniziato a venir dietro altri comuni, che è cosa certamente positiva», tant'è che ora «quelli più grandi ci sono tutti mentre hanno chiesto di entrare Scarlino, Roccastrada e Civitella Paganico. Ciò - riconosce il sindaco - anche per una recrudescenza di reati, piccoli ma odiosi, che hanno portato alla costituzione dei comitati in varie zone della Maremma».
Un patto concreto. Bonifazi spiega che si tratta di «un patto concreto che conferma l’impegno chiaro e costante di tutto il sistema per la salvaguardia della sicurezza dei cittadini. "Uno strumento preciso con cui le istituzioni cercano di affrontare le legittime preoccupazioni dei cittadini senza sottovalutare niente, neanche la percezione di insicurezza, ma hanno anche il dovere di respingere ogni allarmismo ingiustificato che può derivare dai social network dove confluiscono denunce non sempre vere. Noi non abbassiamo la guardia, vediamo e consideriamo prioritario il disagio dei cittadini".
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"Se dovessero esserci dati statistici che dimostrassero un calo dei reati - prosegue Bonifazi - non sottovaluteremmo mai la piaga di microcriminalità e insicurezza che colpisce i cittadini e non li fa dormire". Se alcuni hanno attaccato il sindaco spiegando che «ha pesanti responsabilità politiche per la sicurezza» (così recita una nota di ieri della Lega nord), Bonifazi replica soffermandosi sui contenuti del patto. «Ieri (due giorni fa, ndr) durante l’incontro in Prefettura abbiamo messo su carta i nostri impegni economici».
Videosorveglianza. Per il 2015 il Comune conferma i 150mila euro dello scorso anno. «Stiamo predisponendo nuove telecamere a 7 ingressi della città, Grosseto nord, sud, est, ospedale e altri strade d’accesso. Sono telecamere particolari che leggono la targa e sono collegate a una centrale operativa nazionale che identifica se sono rubate».
Polizia municipale. Per il potenziamento dei vigili urbani «il Comune assicura 120mila euro. Stiamo incrementando il corpo della municipale con una serie di contratti a tempo determinato, formazione e servizi di ogni tipo».
Estate sicura. Altri 90mila vanno al progetto Estate sicura, «con cui a primavera-estate portiamo a h24 l’orario di apertura del servizio di polizia municipale che d’autunno e inverno - di notte dalle 1 alle 7 - ha un vuoto di personale in ufficio, mantenendo la sola reperibilità».
Illuminazione pubblica. Il Comune sta mappando la città per verificare quale sono le zone più buie e più soggette a degrado e criminalità. Il potenziamento di punti luce (300.000 euro) interesserà zone come Gorarella, Barbanella o il parco di via Giotto. Progetto a parte quello delle mura.
Qualche sassolino tolto. «A chi mi critica sull’assessorato alla sicurezza, a quanti sostengono che il sindaco deve battere i pugni sul tavolo o che le associazioni dei vigili volontari non sono sufficienti, rispondo che io sono sempre stato presente quando c’era da manifestare contro i tagli alle forze dell’ordine e della protezione civile. Io ero lì con la fascia tricolore e non ho visto nessuno di coloro che adesso si ergono a paladini della sicurezza, con le elezioni alle porte. Dov’erano, allora, queste persone?».
E l’esercito proposto dall'onorevole Faenzi? «L’esercito a mio avviso può stare nelle grandi città - conclude Bonifazi - noi dobbiamo impegnarci perché funzionino le forze dell’ordine, le cui unità dovrebbero essere implementate. Senza contare che i militari li paghiamo. Se dobbiamo spendere soldi per mettere l’esercito nelle strade, mettiamoli nelle forze dell'ordine».
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