Sicurezza
Salvate dalle reti Olivia e Ondina riprendono il mare
Vengono liberate le due tartarughe curate dall’Acquario Che adesso diventa anche centro didattico sulla tutela
GROSSETO. Da acquario comunale a centro didattico sulla tutela del mare e centro di recupero delle tartarughe marine autorizzato dal Ministero dell’ambiente.
Il nuovo volto della struttura comunale ospitata nella troniera di via Porciatti 12 accanto al Vallo degli Arcieri sta tutto in una scelta di campo che privilegia la didattica e la missione di salvare le Caretta caretta restituendo alla città uno spazio più accogliente con una nuova organizzazione, nuovi pannelli e tre giorni di apertura al pubblico alla settimana garantiti dai volontari del Club subacqueo grossetano. Ieri l’ufficializzazione del nuovo corso della struttura alla presenza del sindaco Bonifazi, dell’assessore Stellini, del presidente del Club subacqueo grossetano Fabio Biagini e di un rappresentante della Delegazione di spiaggia di Marina di Grosseto. La presentazione pubblica è avvenuta alla vigilia di un evento importante per il centro: stamani alle 11 due Caretta caretta recuperate da alcuni pescatori e curate dal Centro di recupero di Grosseto saranno rimesse in libertà nelle acque di Castiglione della Pescaia dove erano state ritrovate. Le tartarughe si chiamano Olivia e Ondina e ieri sono state salutate (insieme ad altri due esemplari che ancora necessitano di cure, Olimpia e Olaf) dagli studenti della 1 A della Galileo Galilei di Grosseto in visita al centro.
Luana Papetti, naturalista ed etologa, è il curatore scientifico del Centro di recupero tartarughe marine di Grosseto e ha guidato i ragazzi alla scoperta della struttura tra coralli, squali imbalsamati, proiezioni di video e pannelli ben curati, spiegando loro come si salvano le tartarughe. «Olivia e Ondina sono state salvate a gennaio – spiega Luana Papetti – Non avevano ferite ma piuttosto uno choc da permanenza nella rete. Se fossero state ributtate subito in mare forse non sarebbero sopravvissute. Ringraziamo quindi i pescatori professionisti che collaborano con noi dimostrando grande sensibilità. A loro facciamo scegliere i nomi delle tartarughe, è una forma di gratitudine per il fatto che collaborano al salvataggio«. Nell’ultimo mese oltre 700 studenti hanno fatto visita a Olivia e Ondina e alla struttura che è ora aperta al pubblico il martedì dalle 9,30 alle 12,30, il giovedì dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 18 e il sabato dalle 16 alle 19 oltre che su appuntamento per le scolaresche. La struttura è stata ripulita e risistemata grazie a un finanziamento trovato dal Comune ma funziona anche grazie al sostegno di sponsor privati che aiutano il Club subacqueo grossetano a portare avanti la sua missione didattica e scientifica insieme.
E la collaborazione si sostanzia anche in gesti particolari come la scelta del pescivendolo che ha il banco nella vicina piazza Tripoli e che regala spesso il suo pesce per le tartarughe “degenti”. Dal 1993 le tartarughe recuperate dal centro sono state oltre trecento. La prima Caretta caretta salvata si chiamava Andrea. La lettera dell’iniziale per convenzione serve a segnalare l’anno del salvataggio. Anno dopo anno, in via Porciatti siamo già arrivati alla lettera O e ora più che mai con il nuovo corso del centro c’è voglia di andare avanti nella doppia missione di salvare le tartarughe e far conoscere il valore della biodiversità del mare. Il centro ha anche una pagina Facebook, Tartamare.
Sara Landi
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