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Fermata l’erosione, rinasce la spiaggia di Alberese

Fermata l’erosione, rinasce la spiaggia di Alberese

Completati gli interventi costati dieci milioni e finanziati dalla Regione Salva anche la pineta granducale minacciata da infiltrazioni di acqua di mare

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ALBERESE. Solo un centinaio di anni fa la linea di costa, alla Foce dell’Ombrone e a Marina di Alberese, era quasi un chilometro più avanti rispetto a oggi. L’erosione marina, un po’ alla volta, si è mangiata il litorale, ridisegnandolo e costringendo uomini, piante e animali ad arretrare e riadattarsi. Potrà sembrare, quindi, poca cosa l’aver riguadagnato, negli ultimi 3 anni, circa 20 metri al mare. In realtà si tratta di una piccola-grande conquista.

E ieri per presentare questo successo si sono dati appuntamento a Marina di Alberese l’assessore regionale Anna Rita Bramerini, il sindaco Emilio Bonifazi, il presidente del Parco della Maremma, Lucia Venturi e i vertici del Consorzio di bonifica. Il progetto chiamato “Foce del fiume Ombrone” faceva parte del programma di interventi prioritari di recupero del litorale toscano già dal 2003. A Marina di Alberese i lavori hanno riguardato tutta l’ala sinistra del delta dell’Ombrone, comprendendo la ricostituzione della spiaggia con sei pennelli a mare di 250 metri e il rifacimento dell’argine a difesa di preesistenti opere di bonifica. In totale oltre 10 milioni di euro di investimento.

«Qui il mare, dopo aver ingoiato un ristorante e la strada – spiega il presidente del Consorzio bonifica, Fabio Bellacchi - era arrivato ormai a minacciare il piazzale di sosta delle auto e gli alberi della pineta granducale. Il progetto è stato oggetto di un accordo di programma e infine è stato realizzato in più stralci, utilizzando risorse messe a disposizione dalla Regione. Noi, come Consorzio di bonifica, siamo stati il soggetto attuatore dell’intervento. Negli ultimi anni, lavorando solo durante l’inverno, sono stati creati i pennelli sommersi in pietra per trattenere la sabbia e un argine lungo circa 1.300 metri, parallelo alla linea di costa, come quello che già esisteva a protezione della pineta e di duna e retroduna».

«Il fenomeno erosivo – commenta la presidente Lucia Venturi – oltre a far scomparire gran parte del litorale, che rappresenta un’importante attrazione turistica, aveva progressivamente incrementato le problematiche connesse all’ingresso di acqua salata nella zona pinetata. Il crollo definitivo nel 2000 del primo argine realizzato lungo la linea di costa, permetteva una copiosa penetrazione di acqua salata verso l’interno con danni incalcolabili sugli habitat. Da qui la necessità di attuare un intervento di stabilizzazione della costa e di difesa della foce. Oggi i risultati del monitoraggio delle specie e degli habitat interessati dalle opere realizzate, iniziato prima dei lavori e tutt’ora in atto, ci indicano che non solo abbiamo risolto il problema erosione ma che l’intero ecosistema ha risposto positivamente».

Qualità e tempi ragionevoli per la realizzazione dell’intervento, due fattori che non sempre vanno di pari passo. Li ha evidenziati l’assessore regionale Anna Rita Bramerini. «La spiaggia oggi si è ampiamente ricostituita, ha retto alle violente mareggiate dello scorso inverno e di fronte all’argine si sono riformati ampi chiari che rappresentano un habitat importante per molte specie». Soddisfatto anche il sindaco e presidente della Provincia Emilio Bonifazi: «Strappare al mare e al sale una delle nostre spiagge più belle e delle pinete più preziose era un obiettivo indifferibile, ma non semplice. In Maremma l'abbiamo portata avanti grazie ad uno sforzo finanziario imponente della Regione. Oggi ci troviamo di fronte a una di quelle opere da prendere a modello».

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