Il Tirreno

Grosseto

Altri due Comuni entrano nel patto per la sicurezza

Enrico Pizzi
Il prefetto Anna Maria Manzone
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Il prefetto Anna Maria Manzone

Firmato in Prefettura il rinnovo del protocollo tra rappresentanti istituzionali e delle forze dell'ordine

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GROSSETO. l patto per la sicurezza che nel 2010 fu siglato tra la Prefettura, la Regione e la sola Provincia di Grosseto e che nel dicembre del 2012 si allargò ai Comuni con più di 10.000 abitanti (Grosseto, Follonica, Orbetello e Monte Argentario) è stato rinnovato con l'adesione di altri due Comuni - Gavorrano e Castiglione della Pescaia - che hanno deciso di entrare in questo percorso fatto di impegni precisi e investimenti che per i prossimi due anni prevedono una spesa di quasi un milione e mezzo, destinata a crescere con i contributi che arriveranno dalla Regione.

Collaborazione. «Con il patto per la sicurezza - ha detto il prefetto Anna Maria Manzone - diamo veste formale a una collaborazione che già esiste, e che è quotidiana». Il patto ha valore biennale, è aperto all'adesione di altri Comuni, come Scarlino, Civitella-Paganico e Scansano, che hanno chiesto di poterne far parte. Una regia. A governare il patto una cabina di regia che si riunisce almeno ogni sei mesi, coordinata dalla Prefettura e composta dai soggetti che hanno sottoscritto il patto e dalle forze dell'ordine.
Obiettivi. Tra gli obiettivi del patto ci sono quelli di migliorare il controllo del territorio e contrastare la criminalità predatoria, potenziare la collaborazione logistica, strumentale e finanziaria, prevenire e contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata, sviluppare i sistemi di videosorveglianza, promuovere il recupero di aree degradate e di degrado sociale, prevenire e contrastare il commercio ambulante abusivo, potenziare gli interventi per la sicurezza stradale, contrastare il lavoro nero e controllare il rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro, prevenire la devianza giovanile ed educare a una cultura della legalità.
Investimenti. Spicca, tra gli impegni finanziari, spicca, la spesa prevista per l'assunzione di personale a tempo determinato da destinare al corpo della polizia provinciale o ai vari corpi di polizia municipale: circa un milione su un milione e mezzo di impegni previsti. Altra voce significativa è quella relativa all'acquisto o al potenziamento di sistemi di videosorveglianza per i quali è prevista una spesa complessiva di 185mila euro. Percezione e realtà. «Le istituzioni non stanno a girarsi i pollici» ha detto il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi, poco prima di firmare il patto per la sicurezza. I sindaci sono sotto pressione, i cittadini che subiscono furti chiedono soluzioni che spesso - fa notare Bonifazi - non sono percorribili. Non si possono mettere telecamere ovunque, non si può arrivare ovunque, ma una cosa è certa: le istituzioni ci sono e stanno facendo al loro parte».
Il prefetto ha colto l'occasione per chiarire che spesso non c'è una corrispondenza tra la realtà e la percezione di sicurezza.
«Dobbiamo lavorare - ha detto Anna Maria Manzone - per far aumentare anche la percezione di sicurezza: i dati ci dicono che rispetto all'ultimo trimestre del 2014 i furti, anche negli appartamenti, non sono aumentati, anzi, eppure non è questa la percezione che hanno i cittadini. Anche i social network - ha concluso - possono influire, perché talvolta diffondono, in modo virale, notizie che le forze dell'ordine verificano, trovando spesso che sono infondate. E anche questo contribuisce ad aumentare la percezione di insicurezza».
 

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