Il Tirreno

Grosseto

Serate hard e cocaina: trans a giudizio

di Francesca Gori
Serate hard e cocaina: trans a giudizio

Nell’appartamento del brasiliano festini a luci rosse e droga, tra i clienti c’erano professionisti e commercianti

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FOLLONICA. Fiumi di cocaina. E incontri in un appartamento della città del golfo, dove, oltre alle prestazioni sessuali, veniva servita coca. L’operazione Revenge della guardia di Finanza, che nel 2011 portò in carcere sedici persone, tutte coinvolte nel sexy gate che fece tremare, allora, la città della costa torna di nuovo in tribunale. Questa volta davanti al giudice Giovanni Muscogiuri, il 9 giugno, dovrà presentarsi Ribeiro Weverton, la trans brasiliana di 33 anni accusata di spaccio.

I processi a carico degli altri personaggi che si erano incrociati in questa storia sono già conclusi.

La posizione di Natalie, nome d’arte della trans, era stata invece stralciata. Difesa dagli avvocati Duccio Campani e Cinzia Ceccarelli del foro di Siena, toccherà a lei difendersi dall’accusa di spaccio in concorso con gli altri arrestati della vasta operazione della guardia di finanza.

Sono quindici gli episodi contestati a Natalie. Episodi che non riguardano soltanto la cessione di cocaina, ma anche l’acquisto, spesso dalla famiglia Di Buduo, di diverse decine di grammi di droga. Coca che poi veniva rivenduta a diversi clienti, alcuni che avevano contattato la trans attraverso un sito Internet di incontri, altri che invece l’avevano incontrata per caso, in bar di Follonica, impegnata a giocare ai videopoker. Natalie, secondo la ricostruzione della guardia di finanza e del giudice per le indagini preliminari Pietro Molino, che firmò le ordinanze di arresto, condiva gli incontri sessuali nel suo appartamento con strisce di coca. E in più di una occasione, sarebbe stata proprio lei a far capire di avere droga a casa e invitare uomini per consumare coca. In alcuni casi, le serate trasgressive a casa di Natalie si limitavano anche soltanto a quello. In altri invece, la cocaina serviva a condire le serate a luci rosse nell’appartamento della trans. Nelle pieghe dell’indagine, però, c’erano anche alcuni episodi di estorsione fatti insieme ad altri che sono finiti in carcere insieme a lui. Estorsione che però, in questo stralcio del processo non è stata contestata alla trans brasiliana. Il giudice per l’udienza preliminare Valeria Montesarchio infatti, ha disposto il rinvio a giudizio per Weverton Ribeiro soltanto per il reato di spaccio. Dalle mani della trans infatti, a differenza di quello che era accaduto ad altri indagati prima e imputati poi, sarebbe passata soltanto cocaina che veniva sempre acquistata dalla famiglia Di Buduo in quantità che nemmeno la guardia di finanza è riuscita a stabilire con esattezza. La droga poi veniva venduta. O, in alcuni casi, fatta consumare direttamente dai clienti nel suo appartamento dal quale sarebbero passati, nel corso degli anni, operai, professionisti, commercianti.

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