Sicurezza
Rifiuti sepolti in spiaggia, la Procura indaga
Trovati alle Marze legname e plastica a due metri di profondità. Un anno fa le proteste per un cumulo sulla duna
MARINA DI GROSSETO. Erano sepolti sotto la sabbia, a due metri di profondità. Legni, cannucce putrescenti e plastica, raccolti durante la pulizia della spiaggia, erano là sotto, in quella che a tutti gli effetti è una discarica abusiva. A scoprirla, nella zona delle Marze, la bellissima spiaggia al confine tra Marina di Grosseto e Castiglione della Pescaia, zona protetta (Sic, Sir e Zps), è stata la Forestale, nelle vesti di polizia giudiziaria, su incarico della Procura della Repubblica di Grosseto. La scoperta risale a due sopralluoghi, il 12 settembre e il 2 ottobre 2014, compiuti col supporto dell’Arpat.
C’è voluto un mezzo meccanico per riportare alla luce il materiale. L’Arpat lo ha classificato come rifiuti urbani non pericolosi. Non per questo, però, il ritrovamento è meno grave: per legge i rifiuti raccolti in spiaggia vanno stoccati, smaltiti o avviati a recupero. Certo non vanno nascosti sotto la sabbia. E l’Arpat non ha dubbi: chi li ha scaricati lì voleva disfarsene. È per questo che la Procura ha avviato le indagini.
La spiaggia viene pulita da diversi soggetti. Quella pubblica, fino all’anno scorso, veniva pulita dalla ditta Ecotrasporti. La spiaggia data in concessione alle varie associazioni sportive e alle altre attività di quella zona, invece, viene ripulita dai concessionari (scuole di kitesurf e bagni), che si affidano a operatori specializzati almeno per la pulizia “grossa” di fine inverno.
Per questo a metà novembre, trasmesso il fascicolo al Comune, sono partiti dieci provvedimenti amministrativi a carico di altrettanti soggetti, compresa l’Agenzia del Demanio, con la richiesta di memorie scritte. A metà gennaio, otto di loro avevano risposto, dichiarandosi tutti estranei ai fatti. Alcuni procedimenti sono stati archiviati (ci sono attività a ridosso di Fiumara, lontane chilometri dalla discarica delle Marze e vicine al punto di stoccaggio dei rifiuti). Il responsabile, però, non è stato ancora individuato.
Proprio lo scorso luglio la spiaggia delle Marze era balzata alle cronache per un cumulo di rifiuti, legna e altro materiale portati dalle mareggiate, accatastati sin dalla primavera a ridosso di una duna. Non un bello spettacolo per di più in piena estate. Il Comune spiegò di non poterli rimuovere perché aveva le mani legate: non si poteva intervenire con mezzi meccanici entro 10 metri dalla duna che ricade sulla spiaggia libera perché la zona è protetta. Il cumulo sembrava destinato a restare lì per sempre: che qualcuno abbia pensato di farlo sparire sotto la sabbia? Non è chiaro se i rifiuti trovati tra settembre e ottobre siano gli stessi di quel cumulo. Le indagini vanno avanti.
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