Sicurezza
Disinfestazione, cinque licenziati
Il Consorzio di Bonifica non fornirà più il servizio: la Cgil annuncia lotta dura per il reintegro
GROSSETO. Quindici anni fa, quando furono assorbiti dal consorzio di Bonifica, pensavano di poter contare sul loro lavoro. Sapevano che potevano dover affrontare venti di crisi, ma speravano anche che le vele avrebbero retto. E invece, la decisione di togliere, sulla base di una nuova legge regionale, il servizio di disinfestazione da quelli offerti dai Consorzi, è arrivata come un soffio di bora, gelida, sui cinque dipendenti che dal primo maggio saranno fuori. Che per uno scherzo del destino che sembra essere stato ben congegnato, perderanno il lavoro proprio nel giorno dedicato alla sua festa.
La tragedia, perché di questo si parla per i cinque dipendenti del Consorzio e per le loro famiglie, si è consumata ieri. Due incontri su due ring diversi: il primo, quello del Consorzio appunto, dove è stata comunicata questa decisione, il secondo quello della Cgil, dove con Pier Paolo Micci, si è cercato di trovare una soluzione. Che però sembra essere ben lontana dal poter essere individuata.
L’unica soluzione che il Consorzio avrebbe prospettato ai cinque dipendenti sarebbe quella di rientrare al lavoro tra un anno e mezzo per occuparsi della guardiania idraulica. Ma un anno e mezzo senza stipendio e senza ammortizzatori sociali è duro da superare per persone che hanno famiglie da mantenere. «Di fatto il Consorzio non ha del tutto chiuso le porte ai cinque lavoratori - dice il sindacalista della Cgil - ma con i tempi che si prospettano si rischia che queste persone non ce la facciano ad affrontare nemmeno questi 18 mesi».
Il Consorzio ha annunciato ieri i licenziamenti e la Cgil nel pomeriggio ha convocato i lavoratori. «Questi licenziamenti li troviamo ingiusti - aggiunge Micci - e li combatteremo con tutti i mezzi a nostra disposizione. Intanto aspettiamo la consegna delle lettere di licenziamento, poi apriremo immediatamente la vertenza». Sono diverse le ragioni della rabbia del sindacato in questa battaglia.
«In una terra come la Maremma dove il rischio idrogeologico è reale e dove i contribuenti pagano per i servizi del Consorzio - dice - bisogna essere in grado di dare risposte. Il lavoro per il Consorzio non manca. Quindi non capiamo proprio la decisione di licenziare persone anziché ricollocarle in altri settori».
Quando la manovra della Regione è partita, il sindacato ha ottenuto che il Comune di Grosseto introducesse una clausola nel bando di gara per l’esternalizzazione del servizio di disinfestazione e che fossero assunti proprio i lavoratori del Consorzio. «Ma anche questo non basta - aggiunge Micci - e anche senza entrare nel merito di quanto la disinfestazione sia necessaria e imprescindibile in Maremma, la battaglia ora è per il mantenimento di questi posti di lavoro».
Posti che andranno persi, se non cambia il vento.
«La Regione e comunque la politica - dice ancora - dovrà prendersi la responsabilità di questa scelta. Noi, dal canto nostro, non ci tireremo indietro di fronte a nulla e a nessuno».
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