La manifestazione
Cinque pecore sgozzate davanti al padrone
Attacco in un’azienda di Marrucheti. Il predatore compie la strage e fugge con un agnellino in bocca
CAMPAGNATICO. Il predatore colpisce alle porte di Istia alle 11 di mattina, lascia sul prato cinque pecore morte e mentre fugge si porta via un agnellino.
Strage di pecore a Marrucheti, comune di Campagnatico, a tre chilometri dal campo sportivo di Istia d’Ombrone, due giorni fa nell’azienda di Ettore e Attilio Monni colpita ripetutamente in passato da aggressioni di predatori che si ripetono ormai da 15 anni. «Situazione insostenibile - spiega Ettore Monni - non ne possiamo più. Non sono episodi sporadici. Ormai è un continuo».
Il fatto è avvenuto la mattina di mercoledì, attorno alle 11, sotto gli occhi dello stesso allevatore, che si trovava a una trentina di metri di distanza dal luogo dove si è svolta l’aggressione: «Un animale con le fattezze di un lupo, colore, dimensione, modo di incedere, ha sgozzato cinque pecore. Quando mi sono voltato e l’ho visto ho cercato di mandarlo via, urlando e sbracciandomi, ma ormai il danno era fatto. Quello si è allontanato con ciò che restava di un agnellino in bocca».
Le pecore uccise facevano parte di un gregge di un centinaio di capi, tutti da latte, che Monni tiene separate dal resto della mandria.
«Ora – spiega – quelle che sono da latte resteranno a secco e sono terrorizzate. Si sono accostate tutte alla mandria e mi fanno pena. Ma anche per noi il pericolo c’è. Sono preoccupato per la nostra incolumità perché ormai sono arrivati in paese. Un mio vicino che abita a 500 metri da noi, qualche giorno fa aveva mandato la figlia a prendere qualcosa nella stalla e lei ha aperto la porta e si è trovata un lupo o qualcosa di simile proprio davanti alla porta. Ha urlato ed è risalita in casa terrorizzata. Siamo a questo punto. Anche stamattina era a qualche decina di metri da me. Bisognerebbe li catturassero e li portassero lontano questi animali. Purtroppo si riproducono sempre di più e non siamo padroni dei nostri movimenti e dei nostri destini economici».
Monni sottolinea di avere reti buone e solide e di sorvegliare costantemente il suo gregge: «Ma appena voltiamo gli occhi – scrolla le spalle sconsolato – i predatori attaccano, e nessuno è in grado di fermarli. Ormai è tardi, troppo tardi».
Fiora Bonelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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