Il Tirreno

Grosseto

Predatore attacca le pecore e porta via un agnellino davanti all'allevatore

Fiora Bonelli
Le carcasse delle pecore uccise da un predatore nell'azienda Monni
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Le carcasse delle pecore uccise da un predatore nell'azienda Monni

L'azienda di Marricheto, nel comune di Campagnatico, subisce aggressioni da quindici anni: "Siamo esasperati"

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GROSSETO. Il predatore colpisce nel comune di Campagnatico, alle 11 di mattina: lascia sul prato cinque pecore morte e mentre fugge si porta via un agnellino.

Strage di pecore a Marrucheto, a tre chilometri dal campo sportivo di Istia d’Ombrone, nel comune di Campagnatico: mercoledì 8 aprile, nell’azienda di Ettore e Attilio Monni colpita ripetutamente in passato da aggressioni di predatori che funestano l’azienda da ormai 15 anni.

“Situazione insostenibile - spiega Ettore Monni - non ne possiamo più. Non sono episodi sporadici. Ormai è un continuo”. Il fatto è avvenuto sotto gli occhi dello stesso allevatore, che si trovava a una trentina di metri di distanza dal luogo dove si è svolta l’aggressione. “Un animale con le fattezze di un lupo, colore, dimensione, modo di incedere, ha sgozzato cinque pecore - racconta -. Quando mi sono voltato e l’ho visto, ho cercato di mandarlo via, urlando e sbracciandomi, ma ormai il danno era fatto. Quello si è allontanato con ciò che restava di un agnellino in bocca”.

Le pecore uccise facevano parte di un gregge di un centinaio di capi, tutti da latte, che Monni tiene separate dal resto della mandria: ”Ora quelle che sono da latte resteranno a secco e sono terrorizzate. Si sono accostate tutte alla mandria e mi fanno pena. Ma anche per noi il pericolo c’è. Sono preoccupato per la nostra incolumità perchè ormai sono arrivati in paese. Un mio vicino che abita a 500 metri da noi, qualche giorno fa aveva mandato la figlia a prendere qualcosa nella stalla e lei ha aperto la porta e si è trovata un lupo o qualcosa di simile proprio davanti alla porta. Ha urlato ed è risalita in casa terrorizzata. Siamo a questo punto. Anche stamattina era a qualche decina di metri da me. Bisognerebbe li catturassero e li portassero lontano questi animali. Purtroppo si riproducono sempre di più e non siamo padroni dei nostri movimenti e dei nostri destini economici”.

Monni sottolinea di avere reti buone e solide e di sorvegliare costantentemente il suo gregge: “Ma appena voltiamo gli occhi - dice - questi attaccano, e nessuno è in grado di fermarli. Ormai è tardi, troppo tardi”.

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