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Grosseto

Immigrazione, condanna a 3 anni

Immigrazione, condanna a 3 anni

A giudizio altri quattro uomini per 7.000 euro versati in cambio del nulla osta

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ROCCALBEGNA. Si sarebbero messi d'accordo in quattro. Uno per chiedere i nulla osta per l'ingresso in Italia a fini lavorativi, altri avrebbero contattato i connazionali all'estero in cambio di 7.000 euro, l'ultimo avrebbe portato gli extracomunitari in Prefettura o ai loro alloggi. Sono quattro le persone che il 6 maggio dovranno comparire davanti al collegio del Tribunale per rispondere dell'accusa di ingresso illecito in Italia di cittadini extracomunitari. E secondo l'imputazione che li vede riuniti in concorso, dietro potrebbero esservi state anche altre persone rimaste sconosciute.

Il processo ha già visto una sentenza: con il rito abbreviato, Antonio Ranieri, 67 anni, legale rappresentante dell’azienda agricola “I prodotti della natura”, è stato condannato a 3 anni e 4 mesi più 50mila euro di multa; dovrà risarcire in separata sede i danni alla parte civile, un marocchino di 29 anni. Ranieri avrebbe chiesto i nulla osta all'arrivo dei cinque stranieri, sulla base del falso presupposto - secondo l'accusa - della loro futura assunzione nella ditta. Resta da definire in dibattimento la posizione di quattro cittadini originari del Marocco: Nabil Nadir, 37 anni, Mohamed El Ouaidi, 54 anni, Driss Assou, 40 anni, Noureddine El Ouaidi, 41 anni. Cinque le persone che sarebbero state fatte entrare irregolarmente in Italia, per lavorare nell’azienda agricola di Roccalbegna. I due El Ouhaidi e Assou avrebbero contattato i loro connazionali all'estero, scegliendoli tra coloro disposti a pagare somme di denaro consistenti per ottenere i nulla osta finalizzati al visto d'ingresso: i tre avrebbero anche organizzato la riscossione dei corrispettivi per ciascuno dei nulla osta rilasciati dalla Prefettura (complessivamente 7mila euro, parzialmente riscossi all'estero). Nadir avrebbe infine provveduto a trasportare gli stranieri alla Prefettura o nell'alloggio di Principina Mare che era nella disponibilità dell'italiano, mettendoli anche in contatto con lui.

Sarebbe stata Roccalbegna la base operativa degli illeciti, che secondo il pm D'Amelio avrebbero luogo tra l'agosto-settembre 2007 e il gennaio 2008. Era stata la squadra mobile della Questura di Grosseto a effettuare le indagini, insieme alla Direzione provinciale lavoro e ai carabinieri dell'Ispettorato. Perquisizioni e sequestri avevano completato gli atti di indagine.(p.s.)

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