Sicurezza
Allarme della Cgil per gli stagionali
Renzetti critica le nuove norme contenute nel Jobs Act e l’uso dei voucher per i lavoratori dell’agricoltura
GROSSETO. Dal dimezzamento della disoccupazione al rischio di non avere diritto a nulla. Questa la prospettiva che interessa circa undicimila lavoratori stagionali nel settore del turismo e del commercio, in provincia di Grosseto, con l’entrata in vigore del Jobs Act.
E non sono più rosee le prospettive nemmeno per i lavoratori dell’agricoltura, secondo il segretario provinciale della Cgil, Claudio Renzetti, ospite, martedì sera, a Tv9, della puntata di Pagina 9 dedicata al lavoro che cambia.
Il lavoro cambia e cambia in peggio, secondo Renzetti, e non solo perché la Cgil da sempre contesta l’idea che si possano creare posti di lavoro favorendo la possibilità di licenziare.
«Il nostro _ spiega Renzetti _ non è un atteggiamento ideologico nei confronti del Jobs Act, qui in Maremma abbiamo dati e fatti concreti che ci preoccupano fortemente rispetto alle prospettive del lavoro, e non abbiamo ancora segnali di ripresa: sì, un rallentamento nella perdita di posti di lavoro, ma non si registra ancora una controtendenza» e il Jobs Act, per la provincia di Grosseto, a sentire la Cgil, non porterà nulla di buono.
Stagionali. «Ci stiamo apprestando alla stagione estiva _ dice il segretario della Cgil _ abbiamo undicimila lavoratori stagionali nelle attività del turismo, del commercio, dell’agricoltura. Uno degli effetti del Jobs Act sarà il dimezzamento del loro periodo di disoccupazione. Tante famiglie vivono di stagionalità e contano sia sul periodo effettivo di lavoro che sul sussidio di disoccupazione, che fino al primo maggio si chiama Aspi e mini Aspi. Fino a oggi _ continua Renzetti _ sei mesi di occupazione stagionale corrispondevano a sei mesi di Aspi, mentre con la nuova Naspi a sei mesi di lavoro stagionale corrisponderanno tre mesi di ammortizzatori, quindi verrà dimezzato il compenso per la disoccupazione: si tratta di una decurtazione intorno ai duemilacinquecento - tremila euro per lavoratore».
Voucher. C’è anche una prospettiva peggiore, però. I lavoratori stagionali dell’agricoltura, per esempio, si salvano dall’applicazione della Naspi, ma per loro è stato studiato e già utilizzato un altro strumento, il pagamento attraverso i voucher, che il Jobs Act consente in modo più disinvolto.
«Il Jobs Act _ dice Renzetti – ha innalzato a settemila euro a lavoratore l’importo massimo di utilizzo e ha allargato la tabella merceologica di utilizzo estendendola a tutte le categorie del commercio e del turismo. Il rischio è che i grossetani che fanno la stagione vengano pagati con i voucher e dunque non avranno diritto ad alcun tipo di disoccupazione. Nel 2013 abbiamo avuto cinquantatremila voucher in provincia di Grosseto, nel 2014 sono raddoppiati e temiamo che quest'anno ne vengano utilizzati più di duecentomila».
Cig in deroga. Sono stati un migliaio i lavoratori maremmani che lo scorso anno hanno usufruito della cassa integrazione in deroga, per trecentocinquantamila ore di cig, ma da giugno questa misura non sarà più finanziata. Non c’è più il finanziamento.
«Stiamo parlando _ spiega Renzetti _ di piccole e piccolissime imprese artigiane, che utilizzano questo strumento per qualche ora a settimana, per superare la crisi senza licenziare. Senza questo ammortizzatore sociale per la nostra provincia potrebbe significare la perdita di un migliaio di posti di lavoro e la chiusura di una miriade di aziende».
Mabro e Eurovinil. Anche partite delicate come quelle per salvare la Mabro e l’Eurovinil preoccupano.
«Dove ci sono lavoratori in cassa integrazione a lungo periodo _ dice ancora il segretario della Cgil _ il Jobs Act fa un ulteriore regalo, perché la Naspi è attivabile solo se hai lavorato almeno un mese negli ultimi dodici mesi. Se dovessimo arrivare, e faremo di tutto per non arrivarci, alla chiusura di qualcuna delle aziende con persone in cassa integrazione di lungo periodo, queste verrebbero subito licenziate, senza poter avere accesso alla mobilità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google