Proteste
Taglio abusivo di alberi, maximulte e denunce
Segano una quantità eccessiva di piante "portaseme" nei boschi dell'Amiata: interviene la Forestale, sanzioni da 74.000 euro ciascuna per due ditte
CASTELL'AZZARA. Due denunce e due maximulte da quasi 75.000 euro ciascuna: le ha inflitte il Comando Stazione Forestale di Santa Fiora ad altrettante aziende responsabili di aver tagliato nei boschi di Castell'Azzara un numero maggiore di alberi rispetto a quello consentito dalle normative. Alberi molto preziosi e particolarmente protetti perché sono quelli che devono garantire la riproduzione costante del boco stesso.
Il taglio "selvaggio" è stato scoperto durante il normale controllo delle utilizzazioni boschive in comune di Castell'Azzara. Qui gli uomini della Forestale hanno riscontrato un taglio di bosco ceduo per 16 ettari e mezzo effettuato in difformità sostanziale da quanto autorizzato.
La normativa, in pratica, impone a chi taglia il bosco di preservare almeno 40 matricine per ogni ettaro sul quale si interviene. Le matricine sono le piante che portano il seme, in genere le più grosse: sono dunque quelle che potrebbero avere il maggior valore economico, ma che devono essere in parte risparmiate in quanto sono la garanzia della sopravvivenza futura del bosco stesso. Nei 16 ettari di Castell'Azzara avrebbero dovuto esserne preservate almeno 660, a quanto pare invece alla forza delle motoseghe ne sono sopravvisute molte di meno.
Sia il titolare della ditta esecutrice, un cittadino macedone, sia il titolare della ditta di Viterbo che ha commissionato l'utilizzazione, sono stati denunciati all'autorità giudiziaria. A entrambe le ditte è stata inoltre elevata una sanzione amministrativa di 74,300 euro ciascuna.
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