Attenzione
Il “gran rifiuto” di Mario Lolini
La Lega Nord gli offre una poltrona sicura: posto nel listino e scranno garantito a Firenze. Ma lui dice no
GROSSETO. A Mario Lolini, 15 giorni fa, è stato offerto – direttamente da Salvini e Borghi – il posto nel listino della Lega Nord. Cosa significa? Che l’esponente della destra grossetana avrebbe avuto lo scranno garantito in consiglio regionale, accanto al coordinatore toscano Manuel Vescovi. Un attestato di fiducia, un’enorme apertura di credito. Lolini, però, non senza imbarazzo – dopo averci riflettuto – ha deciso di rispondere: «no, grazie».
Lo abbiamo cercato per chiedere conferma di questa notizia, a suo modo clamorosa, ed ecco cosa ha risposto Lolini. «Mi candiderò solo nel collegio grossetano e cercherò le preferenze una a una, pancia a terra. Come del resto ho sempre fatto. Il mio impegno con la Lega Nord, questa scelta di campo su cui alcuni continuano a chiedermi spiegazioni, non è per la poltrona e non volevo che passasse questo messaggio. Io ho un lavoro, un’attività imprenditoriale che ha dato alla mia famiglia grandi soddisfazioni e non devo per forza coronare il mio percorso politico a Firenze o da qualche altra parte».
E quindi ha risposto “no” alla proposta di un posto nel listino…
«Sono sorpreso che siate a conoscenza di questo passaggio, perché è rimasto confinato solo al mio ambito familiare. In effetti ho detto a Salvini e Borghi che sono soddisfatto di essere tra i candidati del collegio e non ho altro da chiedere, se non i voti ai grossetani».
Altri, per essere al suo posto, avrebbero fatto carte false...
«Lo so. E sarei un bugiardo se dicessi che non sono stato in imbarazzo. Quando presentammo la mia candidatura, mi fu chiesto se avevo garanzie o paracadute e mi misi a ridere, perché non c’ho mai pensato ed è un modo di fare politica, quello di rischiare solo nel caso di un tornaconto, che non rientra proprio nelle mie corde».
Chi la conosce bene sostiene che lei vorrebbe giocare di nuovo un ruolo da protagonista nelle elezioni amministrative dell’anno prossimo…
«Mi sono rimesso in gioco per creare un’alternativa alla sinistra in un quadro molto frammentato. Tutto qui. E a Grosseto, come altrove, c’è bisogno. Ripeto: io faccio l’imprenditore agricolo, non politica a tempo pieno. Ho promesso a mio padre – che è anziano e preoccupato di questo ennesimo impegno in politica – che l’azienda di famiglia avrà un futuro e non verrà abbandonato in luogo di altre ambizioni...»
Cosa pensa di Gianni Lamioni?
«Non penso nulla. Non voglio creare altre polemiche. L’unica cosa che ribadisco è questa: non mi candido a dispetto di nessuno. E se proprio devo fare pubblicità a un candidato governatore, dico che Claudio Borghi mi ha impressionato per il suo spessore».
Con Forza Italia in Toscana nessuna intesa. Lei cosa pensa di questo?
«Penso che sono stati fatti dei calcoli. Qui il Pd è forte e correre per proprio conto, avendo come unico obiettivo lo sbarramento del 5 per cento, è più semplice che coalizzarsi, sacrificare uomini e donne, mettere da parte ambizioni. A me personalmente non dispiace affatto che la Lega corra da sola, che possa contarsi ovunque, a partire da Grosseto. Poi magari ci daranno una mano al secondo turno, in un auspicabile ballottaggio»
A proposito, per andare al ballottaggio c’è bisogno almeno di un accordo con Fratelli d’Italia...
«Con Fratelli d’Italia è diverso. Rispetto ai sondaggi, per loro, non sarà semplice arrivare al 5 per cento e per la Lega, invece, potrebbe essere decisivo il loro apporto per arrivare al secondo posto».
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