Attenzione
Gessi rossi, la competenza è di Follonica
Ancora dubbi sull'ex cava di Montioni: le Bandite di Scarlino possono trasportare fuori dall'area materiali senza darne comunicazione all'amministrazione follonichese? Le perplessità arrivano dagli...
Ancora dubbi sull'ex cava di Montioni: le Bandite di Scarlino possono trasportare fuori dall'area materiali senza darne comunicazione all'amministrazione follonichese? Le perplessità arrivano dagli ambientalisti dell'associazione La Duna, che ancora una volta pongono l'attenzione sul territorio alle porte di Follonica, dove è in atto un progetto di ripristino attraverso i gessi rossi di scarto della produzione dell'azienda Tioxide di Scarlino. «Alcuni giorni fa avevamo chiesto all'assessore follonichese competente (Mirjam Giorgieri) - dicono dal gruppo – che chiarisse la movimentazione dei materiali della cava di Montioni verso l'esterno: sappiamo per certo che della ghiaia proveniente da quel lembo di terra è stata utilizzata per il parcheggio di Cala Violina, quindi quello che ci chiediamo è: il Comune di Follonica lo sapeva? Il materiale è stato pagato?». I dubbi della Duna riguardano più che altro la competenza della cava: l'area appartiene a Follonica? «Noi crediamo di sì perché lo dimostrano le carte e i documenti – continuano gli ambientalisti - tra l'altro a supporto di ciò c'è l'ultima ordinanza emanata dal sindaco Andrea Benini sullo stop al conferimento dei gessi a causa delle fuoriuscite di liquidi nel parco vicino, così come è lo stesso Comune di Follonica a decidere su concedere o meno la gestione dello spazio alle Bandite di Scarlino. Quindi quello che ci domandiamo, e che oggi diventa fondamentale, è qual è l'ente che decide sulla Cava di Montioni? Perché l'amministrazione follonichese non ha ancora risposto alle nostre domande? E che cosa si intende fare per il futuro di quell'area e sullo stoccaggio dei gessi rossi?».
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