Il dolore
Bonifica quasi terminata alla miniera della Stima
Oltre quattro milioni di euro finanziati dall’Unione dei Comuni Ora il sito di Ritorto-Fontalcinaldo potrà integrarsi nel circuito archeoindustriale
MASSA MARITTIMA. Ci sono voluti anni per riportare in sicurezza quei chilometri di galleria, un tempo vera ninfa per l’economia di mezzo territorio e oggi solo un pezzo di storia da bonificare. Anni scanditi da progetti, varianti, bonifici e appalti; ma soprattutto da un lavoro costante. In questo modo, gli interventi sulla miniera Ritorto-Fontalcinaldo, o “della Stima” come la chiamano i più, si avviano alla conclusione.
Alla fine del 2014, infatti, la ditta che si è aggiudicata il cantiere ha comunicato di aver concluso il suo compito, presentando la fattura per il pagamento del quinto stralcio. Tutto in regola, secondo gli uffici dell’Unione dei Comuni Colline Metallifere, che hanno visto portare in fondo un lavoro da oltre quattro milioni di euro. Più o meno tre anni fa (era il marzo 2012), l’allora presidente dell’ente che fu Comunità Montana, Marcello Giuntini, annunciava pubblicamente che il bando per l’affidamento dei lavori era pronto. Se lo aggiudicò un’impresa di Parma, la stessa che pochi mesi fa ha inviato alle amministrazioni il conto da pagare. Il progetto di bonifica e messa in sicurezza della Ritorto-Fontalcinaldo infatti è un caso del tutto particolare nel vasto panorama dei siti minerari dismessi tra le Colline Metallifere: è stato infatti l’unico ad essere realizzato dagli enti pubblici del territorio. Nessun intervento di quella società che fu la Montecatini, nessun privato chiamato a mettere la sua parte: un intervento milionario portato in fondo dall’Unione dei Comuni per conto della Regione Toscana, proprietaria dell’area demaniale in cui si trova il sito. La miniera, dove si estraevano minerali a prevalenza di solfuro di ferro, è stata infatti in concessione alla società Stima per circa un trentennio, fino al 1964, quando la società rinunciò all’attività estrattiva. Dopo questo passaggio, la concessione delle aree ritornarono alla Regione Toscana che a sua volta ordinò alla Comunità Montana delle Colline Metallifere di predisporre il piano della caratterizzazione. La ripartizione dei costi è stata fissata contemporaneamente al progetto esecutivo, ancor prima che fosse pubblicato il bando: i quattro milioni e duecentomila euro sono stati finanziati per circa tre milioni e duecentomila euro dal programma europeo Por-Creo Fesr, per un milione dal ministero dell’Ambiente a seguito dell’accordo di programma del 2005 e per i rimanenti quasi ventimila euro da fondi regionali.
I lavori vengono affidati nel corso del 2012 e con il passare del tempo si è andato a concretizzare l’appalto per l’impresa parmigiana. È stato un lavoro molto dettagliato, anche questo preliminare, dato che l’intento era quello di recuperare il sito Ritorto-Fontalcinaldo così da poterlo aggiungere alla collezione del territorio dei siti archeologici legati alle miniere.
Il progetto esecutivo infatti tendeva a garantire il mantenimento del grande pregio ambientale dell’area in questione, portando avanti anche azioni pilota in alcuni settori.
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