Attenzione
Muore a 96 anni il re dell’edilizia
Si è spento all’ospedale Giulio Massai, fondatore e amministratore dell’impresa grossetana. Era stato assessore con Pollini
GROSSETO. È morto a 96 anni ieri mattina Giulio Massai, già fondatore negli anni ’60, insieme ai fratelli, dell’impresa edile Massai. Una famiglia numerosa e unita da generazioni, non solo nella vita privata ma anche nel lavoro. Era il 1961 quando i quattro fratelli Giulio, Gino, Marino e Renato unirono le forze per porre le basi, in stretta simbiosi gli uni con gli altri, all’impresa edile maremmana che prosegue tuttora l’attività in via Birmania ed è una delle più note e fiorenti della provincia nel settore dei lavori pubblici e privati.
Tutti e quattro i fratelli avevano lavorato in mezzadria nell’azienda agricola San Lorenzo alla Trappola. Negli anni ’60 era arrivata la scelta di continuare l’attività comune fondando, sempre insieme, l’azienda edile in cui hanno lavorato fianco a fianco. Giulio Massai è stato colui che per lungo tempo ne ha gestito e curato gli interessi: ne è stato il cuore e l’anima da un punto di vista amministrativo. «Ha sempre lavorato fino agli anni ’90 - racconta addolorato Rossano Massai, nipote di Giulio e figlio di Marino, quest’ultimo l’unico dei quattro fratelli rimasto in vita - Era una persona molto seria, disponibile; è davvero impossibile elencare le doti morali di mio zio che aveva sempre il sorriso sulle labbra, era sereno e tranquillo, dotato di ottimo senso dell’ironia e soprattutto sempre corretto e umile con tutti».
Di Giulio Massai si ricorda l’impegno politico: di idee comuniste, è stato assessore all’agricoltura dell’ex sindaco di Grosseto Renato Pollini. «E la moderazione - continua Rossano - ha sempre contraddistinto mio zio anche in questo ambito».
Dell’impresa edile Fratelli Massai Giulio è stato amministratore fino agli anni ’90 lavorando fino all’età avanzata. Nel 1997 - a 78 anni - è uscito dall’azienda insieme a Gino e si è ritirato nella sua casa di Barbanella, in via dei Gracchi dove le famiglie hanno vissuto insieme, in uno stesso palazzo; al lavoro sono rimasti Roberto (figlio di Renato) e i due fratelli Rossano e Rossana (figli di Marino).
Giulio si era sposato con Rosanna Rubegni, ha avuto una figlia, Giuseppina. E tre nipoti.
Cinque anni fa era stato colpito da una paresi e da allora è stato costretto in carrozzina, pur restando sempre rimasto molto lucido. L’ultimo mese è stato ancora peggio e le sue condizioni sono gradualmente peggiorate fino a precipitare. La morte è arrivata all’indomani della Pasqua, ieri mattina all’ospedale Misericordia di Grosseto dov’era ricoverato.
Il corpo è rimasto poi all’obitorio del nosocomio maremmano: il funerale si celebra stamani alle 10 nella chiesa del cimitero di Sterpeto.
«Con il suo sorriso e la sua serenità - ha scritto ieri Rossano su Fb - mio zio ha lottato per sfamare la numerosa famiglia a mezzadria nella tenuta San Lorenzo, poi nella guerra come marconista, poi come assessore, poi fondatore e amministratore dell’impresa, poi contro la sua malattia per lunghi 5 anni. Non ha mai perso il sorriso».
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