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GROSSETO. «La nostra esistenza torna alla normalità dopo la festa, ma se questa festa ha la ricchezza della resurrezione, dell’incontro che fecero i discepoli con Gesù, allora questa vita è dentro una ricchezza. Che la nostra vita normale abbia il sapore forte del giorno di Pasqua e della resurrezione!». È stato questo l’augurio che il vescovo Rodolfo Cetoloni ha espresso nell’omelia pronunciata durante la solenne liturgia della domenica di Pasqua. Una liturgia solenne dentro una Cattedrale gremita di fedeli (tra loro anche una nutrita rappresentanza di camperisti che hanno vissuto il loro raduno a Grosseto nei giorni di Pasqua), che ha chiuso le celebrazioni della Settimana Santa.
Nella sua omelia di domenica, commentando il racconto della resurrezione così come narrato dall’evangelista Giovanni, il vescovo si è immedesimato nello smarrimento dei discepoli e si è soffermato sulla figura di Maria di Magdala, la prima che, quando è ancora notte, va al sepolcro e lo trova vuoto. Corre disperata per avvisare Pietro e Giovanni e anche loro si mettono a correre. Una corsa drammatica, cupa, che diventa gioiosa dopo che i due discepoli vedono quel che è accaduto e cedettero. «Da quel momento - ha sottolineato Cetoloni - comincia un’altra corsa, la corsa della resurrezione. La corsa della vita, ma della vita donata per amore e questa vita vince anche la morte. È la corsa del Vangelo, la corsa di noi credenti, la corsa che deve fare la Chiesa verso il mondo».
La liturgia è stata animata dalla corale Puccini diretta dal maestro Francesco Iannitti Piromallo.
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