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la polemica a roccalbegna

Consorzio strade vicinali Esposto alla Provincia

Consorzio strade vicinali Esposto alla Provincia

ROCCALBEGNA. I consorzi delle strade vicinali di Roccalbegna nel mirino di una famiglia (Giampaolo Pecora e Giovanna Corsini) che chiede con un esposto alla Provincia di Grosseto, al sindaco di...

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ROCCALBEGNA. I consorzi delle strade vicinali di Roccalbegna nel mirino di una famiglia (Giampaolo Pecora e Giovanna Corsini) che chiede con un esposto alla Provincia di Grosseto, al sindaco di Roccalbegna, alla minoranza, all’Unione comuni, e al consorzio Riunito, che si faccia chiarezza sullo stato giuridico di due consorzi che sembrerebbero essere uno solo ma non lo sono.

Giampaolo Pecora, che per conto della madre Giovanna Corsini rammenta che molte volte ha scritto per denunciare la questione, sottolinea: «L’operato del Consorzio stradale Riunito viola, ad ogni piè sospinto, le norme di legge e di statuto, che ha prodotto e continua a produrre atti amministrativi illegittimi causativi di danni». Pecora e Corsini contestano il fatto che a Roccalbegna vi sia il solo consorzio Riunito, che ha recentemente ottenuto un finanziamento provinciale. I consorzi invece sono attualmente due, quello di Imposto-Triana-Pezzano che appartiene al consorzio Riunito e quello Paiolaio-Signorili che ha statuto autonomo e a quest’ultimo appartiene la famiglia Pecora-Corsini. Non si comprende, dunque, secondo la famiglia di Roccalbegna «come sia possibile che per il tratto Imposto-Triana-Pezzano-Paiolaio-Signorili, un tratto che come unico non esiste e il Consorzio stradale Riunito sia il legittimo destinatario di un contributo da parte della Provincia di Grosseto». E non solo, Pecora e Corsini sottolineano che la fusione dei due consorzi è ancora nel mondo delle intenzioni: «Il consiglio comunale è stato convocato in seduta straordinaria per il giorno sei marzo, ma tra i punti all’ordine del giorno non v’è traccia né dell’approvazione della fusione dei due tratti stradali, né, tantomeno, di quella del nuovo piano di riparto» e dunque «il Consorzio stradale Riunito non ha alcun titolo per assumere decisioni riguardanti un tratto stradale che appartiene ad un altro Consorzio». Insomma una matassa difficile da sbrigliare. Ci sta provando a farlo l’assessore Biagio Giannone, diventato di recente anche presidente del consorzio Riunito, ma anche sul suo operato la famiglia Pecora-Corsini ha a che ridire: «L’assessore Giannone in qualità di presunto presidente del Consorzio stradale Riunito non ha portato in approvazione al consiglio la fusione dei due tratti stradali nè, tantomeno, il nuovo piano di riparto ma ha invece richiesto un parere». Per cui Pecora-Corsini affermano che non effettueranno più alcun pagamento al Consorzio e richiederanno la restituzione di quanto, in buona fede, pagato ma non dovuto per gli anni precedenti». Intanto il sindaco Massimo Galli dice: «È una questione che stiamo risolvendo, sia col cambio catastale, in corso, sia con la fusione dei due consorzi, per realizzare la quale occorrono vari passaggi. Siamo a buonissimo punto per mettere in cantiere lavori per i quali la provincia ha dato 60.000 euro». (f.b.)

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