Attenzione
Causa Sit: «I soldi sono stati messi da parte»
Opposizione all’attacco per la richiesta avanzata dal Comune di rateizzare il pagamento
SCARLINO. Già in passato erano state messe da parte diverse decine di migliaia di euro, proprio per pagare questo debito che allora sembrava soltanto uno spettro, mentre oggi si presenta come una scure che pende sui bilanci e la programmazione dell’attività amministrativa scarlinese.
Stiamo parlando della causa Sit (società italiana trasporti), che ha avuto la meglio in Consiglio di Stato ottenendo il riconoscimento di una risarcimento danni da circa 480mila euro. Il Comune ha già chiesto di poter rateizzare questo pagamento, ma la civica d’opposizione La Rinascita di Scarlino, sempre attivissima sull’argomento, ricorda oggi che dei risparmi erano già stati accantonati. E pagare quanto prima il debito significa risparmiare quanto meno sugli interessi: questo il succo dell’intervento. «Rammentiamo che erano comunque già state vincolate cifre per la questione (234mila euro): nella fattispecie quasi 90mila prodotti dalla prima stima e altre 144mila da una valutazione successiva» si legge nella nota della civica che siede ai banchi dell’opposizione. «A rigor di logica questa cifra dovrebbe essere accantonata e fruibile pronta per la parziale liquidazione della prima rata fissata a braccio dall’ammirazione in carica su 250mila euro (mancanti 16mila) – continua il testo - Tutto questo, a parer nostro potrebbe consentir di esporci maggiormente nell’immediato rispetto a quanto previsto dal sindaco sulla prima rata andando così a contenere l’onere delle rate successive e limitando la crescita di interessi».
Ma la Rinascita torna anche sulle origini di questo debito, ricordando come il risarcimento sia legato all’attività amministrativa del sindaco Marcello Stella, che all’epoca dei fatti era vicesindaco. «Il problema, rammentiamo, ha cominciato a crearsi una decina di anni fa (amministrazione Bizzarri/vicesindaco Stella) per una fioritura di concessioni di decine e decine di licenze a società di noleggio Autobus con conducente che aveva estromesso la Società Italiana Trasporti dalla tratta per l’aeroporto di Fiumicino per un danno effettivo quantizzato in 583 mila euro». Una vicenda piuttosto strana, in effetti, trascinata avanti per anni. «Una gestione del problema che c’è costata un patrimonio – continua la nota - Questo “vecchio debito” è valso fior di perizie, soccombenze in giudizio e affini che hanno aumentato considerevolmente l’entità del danno effettivo: perizie costosissime, di discutibile fondatezza e in un caso persino sbeffeggiate in sede Tar. Tutte queste, rammentiamo anche agli scarlinesi, hanno inciso facendo lievitare gli oneri del guaio di altri 50mila euro circa».
Non bastasse, «son adesso pronti per esser aggiunti gli oneri del danno effettivo più gli interessi che ci verrà a costare la dilazione ipotizzata del pagamento». (a.f.)
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