Sicurezza
Riorganizzazione del 118 Siena fa, Grosseto guarda
Nessuno dei vertici maremmani alla presentazione del polo del soccorso Testi: «Pegaso II resta qui, nessun taglio ai servizi». Insorgono i sindacati
GROSSETO. Riorganizzazione del 118, incidente diplomatico e bordate al governatore Enrico Rossi. Azienda sanitaria, sindacati, politica: è caos. Tutto nasce venerdì a Siena, quando viene presentato l’accordo per la realizzazione del Polo del soccorso con sede - scelta dalla Regione - nella città del Palio. Non ci sono rappresentanti maremmani, ma solo l’assessore regionale alla sanità, Luigi Marroni, i vertici dell’Asl 7 e il prefetto di Siena. Da quel momento, nel Grossetano, fioccano polemiche. Mugugni interni, per una gestione delle cose a detta di molti sbilanciata sul versante senese e poco condivisa; mugugni in luogo istituzionale, con la politica nostrana sbattuta ai margini; legnate del sindacato Nursing up che schianta un piano considerato pessimo. Intanto, il direttore generale dell’Asl 9, Daniele Testi, getta acqua sul fuoco. «Non ci saranno riduzioni del servizio, né della qualità degli interventi. Così come sarà tutelato il ruolo del personale impiegato alla centrale 118 di Grosseto. Resta al Misericordia la base dell’elisoccorso Pegaso II». Testi è convinto: la Maremma non ci rimetterà. In questi mesi, peraltro, direzione del 118 e operatori sono impegnati nella formazione dei colleghi senesi, oltre alla revisione dei sistemi destinati alla macro area. La partita, dunque, è aperta. Quel che è finito davanti ai flash dei presenti è stato il contenitore di un progetto ancora in divenire. Ma il modus operandi non convince il sindacato. Nursing Up è sul piede di guerra e invia una nota al fulmicotone. «Dopo più di due anni di conferme e smentite, lasciando nell’incertezza e nella precarietà operatori sanitari e popolazione, ieri è stata inaugurata in pompa magna la nuova centrale operativa 118 Siena Grosseto. Dov’era la nostra azienda? Dov'erano i politici maremmani? Intanto è iniziata la formazione degli operatori senesi e pare che dall’autunno sarà operativa la nuova centrale 118». Le poche certezze? I soldi. »Sappiamo della spesa di 700.000 euro per il nuovo sistema, altrettanti per la messa a regime delle linee telefoniche e altre centinaia di migliaia di euro per formare infermieri e medici di Siena. A queste spese dobbiamo aggiungere l’assunzione di 12 infermieri a Siena e 3 medici a fronte del risparmio di 9 infermieri a Grosseto». Un investimento che - per il Nursing up - non servirà a migliorare il servizio. «Applicare il modello senese alla nostra realtà, molto più grande e scarsamente popolata della loro, comporterà difficoltà agli operatori senesi che non conoscono il territorio».
Poi l’accusa: ci saranno più errori e meno tempestività nelle risposte. «E sbagliare o solo ritardare interventi in emergenza potrebbe avere conseguenze disastrose». Il sindacato chiosa rivolgendosi ai maremmani: «Aspettatevi servizi peggiori, tempi più lunghi di arrivo sul posto del bisogno e maggiori spese. Di una cosa si deve dare atto al governatore Enrico Rossi e all’assessore Luigi Marroni: le ultime mosse fatte in sanità non sono a fini elettorali, semmai il contrario. Tagli, accorpamenti 118 e aziende sanitarie, intensità di cura, stanno allontanando operatori sanitari e cittadini dal cosiddetto modello toscano. Non a caso, sono 4.000 le firme contro la riforma raccolte in Maremma. La troppa consapevolezza di vincere ugualmente le elezioni sta facendo brutti scherzi».
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