Il Tirreno

Grosseto

Auto piomba addosso al bar: quattro feriti, locale ko

Elisabetta Giorgi
Il bar tabacchi 2012 semidistrutto insieme alla Smart del proprietario
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Il bar tabacchi 2012 semidistrutto insieme alla Smart del proprietario

Una grossetana sbanda mentre il locale è pieno di clienti ma una Smart attutisce il colpo. L'ingresso è sventrato, due macchine distrutte, la conducente portata a Siena

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PRINCIPINA TERRA. È già notte e decine di clienti sono ancora seduti fuori dal bar quando un’auto sbanda e piomba verso di loro. Fortuna vuole che la Smart del proprietario del locale sia parcheggiata lì di fronte, e a dispetto delle dimensioni minute faccia da scudo. Il botto è pauroso, il locale è sventrato (idem la macchina) ma l’episodio si conclude con un mezzo miracolo. Quattro feriti all’ospedale - di cui portata una alle Scotte con il Pegaso - per un bilancio che poteva culminare in tragedia.
Siamo sulla strada delle Collacchie, dove la settimana scorsa è morta la ciclista Gisella Alonzo. Un’arteria densa di pericoli dove chi abita e lavora reclama da tempo una messa in sicurezza. Tutto succede tra le 23,30 e mezzanotte di venerdì, non lontano dalla Fattoria La Principina. Il Bar tabacchi 2012, proprietà di Andrea Castro, 41 anni di Grosseto, è piena di clienti fuori e dentro al locale. «C’è chi gioca a carte seduto ai tavolini all’aperto, chi fuma. Ci saranno state 20-30 persone», racconta Andrea.

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Ed ecco da Marina verso Grosseto una Lancia Ypsilon rossa condotta da Elena Santi, grossetana di 37 anni. Impossibile capire cosa sia successo - la dinamica è da ricostruire - certo è che la donna perde il controllo e imbocca la direzione del bar, dove i clienti non fanno neppure in tempo a reagire, alzarsi e scappare, salvo sentire «una frenata, e poi un botto». L’auto della donna urta un primo veicolo parcheggiato, poi ne centra un secondo: quello del proprietario del bar. «È la mia Smart - racconta Andrea - che di fatto attutisce il colpo, altrimenti la Ypsilon mi entrava dentro al bar e con tutta quella gente finiva in tragedia».

La piccola vettura è travolta, sbalzata via di 5 metri e gira su se stessa di 180° rimanendo distrutta. Ma distrutta è pure la Ypsilon della guidatrice che termina la corsa addosso a un palo. Il bar si ritrova la tettoia ko, ridotta a un cumulo di lamiere. Vasi e fioriere vanno in mille pezzi e i detriti finiscono addosso alla vetrata spaccando anche quella. Per il titolare sono migliaia di danni al locale più la macchina da buttare (la seconda in tre anni). Distrutta anche una fornitura di bottiglie di birra contenuta nella Smart e non ancora scaricata. Un caos.

Tre clienti restano feriti ma in maniera non grave: riportano lesioni agli arti. E panico si diffonde subito dopo l’incidente, quando la gente si accorge che il seggiolino per neonati nell’auto di Elena Santi è vuoto. La donna ha un figlio piccolo e il timore è che il bimbo sia stato sbalzato fuori. Incalzata, la donna è sotto choc e sul momento non sa rispondere se l’abbia trasportato o meno, finché un conoscente non rintraccia i familiari appurando che il bimbo è sano e salvo a casa. I soccorsi sono tempestivi: arrivano carabinieri, vigili del fuoco e due ambulanze. Tre clienti del bar sono portati al Pronto soccorso dove trascorrono la notte. Anche Elena è trasportata al Misericordia ma in nottata viene trasferita alle Scotte con il Pegaso. Ha traumi e contusioni a varie parti del corpo, tra cui il collo lussato; potrebbe essere operata.

E intanto si riaccendono i riflettori sulle Collacchie, specie su questo pericolosissimo punto della strada dove c’è «una curva con un dosso e gli automobilisti che arrivano da Marina vanno a tutta velocità». La gente reclama aiuto. In passato - conclude Castro - sono state raccolte firme per chiedere una messa in sicurezza. «Almeno alcuni dossi rallentatori: se venite la mattina trovate le macchine che sfrecciano a 150 all’ora». Già due anni fa il titolare si ritrovò la Range Rover distrutta. E ora la storia si ripete.
 

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