Il Tirreno

Grosseto

Troppo rumore, il sindaco spegne la musica del pub

Alfredo Faetti
Avventori davanti al locale massetano
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Avventori davanti al locale massetano

Il “Sorso Lungo” di Massa Marittima dovrà essere adeguato e insonorizzato Il titolare promette battaglia al Tar e intanto gli avventori raccolgono firme

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MASSA MARITTIMA. A Massa Marittima scoppia la guerra dei decibel e rischia di avere delle conseguenze. Perché qua, a differenze di altri centri come può essere Grosseto, i locali notturni si contano sulle dita di una mano e il pericolo, come dicono in molti, è che alla fine non ne resterà nessuno. Vedi anche la recente chiusura della Lucciola, storico ritrovo per i giovani nella città del Balestro.

Questa guerra nasce attorno al pub il Sorso Lungo, costretto a spegnere non solo la musica dal vivo, ma anche lo stereo dopo un’ordinanza emessa dal Comune, che costringe i proprietari a dei costosi lavori di insonorizzazione. Ordinanza che il Comune, a quanto spiegano, si è trovato costretto a sua volta a emettere dopo una segnalazione dell’Arpat, chiamata in causa da un esposto di alcuni residenti che denunciavano rumori troppo forti. Così, in questa spirale di divieti e annunciati ricorsi in tribunale, ad oggi non c’è nessun locale che offra un po’ di musica di fronte al duomo.

«Ho comprato il pub nel 2013 perché credo in Massa, ma se continuiamo così la facciamo morire» dice Alberto Rossi, titolare del Sorso Lungo. «Nessuno vuol far chiudere gli esercizi, ma le regole vanno rispettate» replica il sindaco, Marcello Giuntini. Due fronti opposti sulla stessa vicenda, che vale la pena ora ricostruire per fare chiarezza. Partiamo proprio dall’inizio, dal marzo 2013, quando Rossi acquista quel locale che ha già alle spalle vent’anni di attività. «Già nell’estate 2013 registravamo il pienone – spiega l’interessato – Facevamo musica dal vivo e molti ragazzi restavano a Massa per passare le serate anziché andare a Follonica». Ma già allora gli esposti non mancarono, solo che la diatriba con i residenti si risolse attorno a un tavolo. «L’allora sindaco Lidia Bai ci convocò tutti per trovare un compromesso – continua – Io garantii di chiudere alle 3, togliendo anche i tavoli dal corso così da non far rimanere i clienti, e di diminuire il chiasso provocato dalla musica». Ad esempio, passò a un genere solo acustico. E l’esposto venne ritirato.

Oggi però la storia si ripete, con un finale diverso. Cos’è cambiato? «Il sindaco» risponde Rossi. È qui che nasce la guerra dei decibel. I residenti segnalano il troppo rumore e l’Arpat invia i tecnici a verificare la situazione e sì, vengono sforati i limiti. Il problema non è tanto la musica, quanto la gente per strada che parlando tutta assieme fa chiasso. La segnalazione dell’Arpat arriva così in Comune e questa volta, spiega il gestore, non c’è nessun faccia a faccia: scatta subito l’ordinanza, che prevede l’obbligo a spegnere subito qualsiasi musica e a provvedere entro sessanta giorni a lavori di insonorizzazione che potrebbero costare circa 15mila euro. «L’ordinanza dovevo farla», spiega Giuntini.

I proprietari, dal canto loro, si dicono già ponti a ricorrere al Tar. Ma questo battibecco non è una questione a due, bensì molto più ampia. Lo dimostrano le oltre 400 firme raccolte al Sorso Lungo contro l’ordinanza, così come l’immediato sit in pacifico davanti al pub il giorno stesso in cui si è spenta la musica. «Ci costringono ad andare a Follonica» dicono i ragazzi. L’equilibrio della movida massetana infatti era ben bilanciato: dopo la chiusura della Lucciola, il venerdì la musica dal vivo al Pub dei Fantasmi, il sabato al Sorso Lungo. Ora però qualcosa si è rotto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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