Il Tirreno

Grosseto

Nuove indagini per la morte di Bombolo

Francesca Gori
Nuove indagini per la morte di Bombolo

Il gatto è stato ucciso con un colpo di carabina: il giudice chiede l’imputazione coatta per il vicino di casa della famiglia - Una fucilata ha ucciso il cane Red

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GROSSETO. Bombolo non aveva nemmeno un anno quando è stato centrato dal pallino sparato da una carabina puntata verso di lui. Non aveva nemmeno un anno, ma ha avuto la fibra e la forza di resistere 17 giorni con quella brutta ferita vicino alla milza. Diciassette giorni di agonia, prima che un’infezione gli facesse chiudere gli occhi per sempre.

La storia di Bombolo è la storia di un gatto che la mattina del 23 marzo di due anni fa si è trovato sulla traiettoria di fuoco di qualcuno che a Casalecci si è messo a sparare. Forse, come hanno sempre sostenuto i proprietari del micio, proprio per ucciderlo. O forse no. Fatto sta che la sua storia finì, nei giorni successivi alla sua morte, su dei grandi cartelli 6X3 con i quali fu tappezzata la città. Una denuncia pubblica, corredata da un disegno fatto dal figlio della coppia che lo aveva voluto ricordare e restituire alla città proprio con quella ferita che era stata suturata dal veterinario che aveva fatto di tutto per salvargli la vita. E realizzata con il sostegno della Lav, che ricordò lo sfortunato micio anche durante la fiaccolata che fu organizzata a Grosseto, qualche mese dopo, per il cane Argo, anche lui ucciso da un colpo di fucile.

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La famiglia Candela, però, non si era limitata a raccontare quello che era successo al loro micio. A ripercorrere quei 17 giorni di strazio, durante i quali Bombolo aveva continuato a fare le fusa nonostante il dolore del colpo di carabina.Presentata la denuncia in procura, le indagini sono cominciate. Il reato ipotizzato era ovviamente quello di uccisione di animali, punibile con due anni di carcere.

La famiglia Candela lo disse subito: «A Casalecci sanno chi è stato a sparare. Ma stanno tutti zitti, c’è omertà». Ad essere indicato come l’assassino di Bombolo è un uomo sulla sessantina, vicino di casa della famiglia. Visto spesso allontanare i gatti dal suo giardino. «Ma mai con violenza - dice l’avvocato Francesca Carnicelli - come riportato anche da un testimone che è stato sentito». A un certo punto, insomma, la storia di Bombolo entra in un’aula del tribunale di Grosseto. Perché il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio, dopo aver visto e valutato gli atti d’indagine aveva chiesto l’archiviazione probatoria. Impossibile infatti stabilire chi avesse sparato a Bombolo. E anche quando. La polizia scientifica, che ha seguito le indagini infatti, ha scritto a chiare lettere che non può essere fatta perizia balistica sulla carabina ad aria compressa che l’uomo aveva in casa. E poi ci sono anche gli orari indicati nell’esposto alla Procura che non tornano.

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Il sessantenne, quella mattina in cui a Casalecci qualcuno dice di aver sentito degli spari, era al lavoro. «Abbiamo prodotto tutta la documentazione - spiega ancora l’avvocato Carnicelli - perché il suo ingresso e la sua uscita sono registrati su un badge elettronico. Il mio cliente è entrato al lavoro alle 7 del mattino ed è uscito alle 13. Impossibile, quindi, che sia stato lui a sparare».

Il sostituto procuratore, sulla base di questi atti, ha chiesto l’archiviazione. Ma ieri mattina in tribunale, il giudice per le indagini preliminari Marco Bilisari si è opposto e ha chiesto ulteriori indagini. In sostanza, ora, verranno sentiti altri testimoni, oltre ai veterinari che si erano occupati del micio. Bombolo era stato operato. Ma non era più stato bene dopo l’intervento ed è morto proprio nello studio veterinario dove è stato poi stilato il certificato.

Ma anche sul pallino che è stato portato in Procura, l’avvocato dell’uomo indicato come l’omicida di Bombolo, ha qualcosa da dire. «Quel pallino - spiega - è stato portato alla polizia venti giorni dopo. Le cose da chiarire, in questa vicenda, sono ancora diverse». Il gip ha deciso per l’imputazione coatta: il pm quindi, deve chiedere, sulla base delle nuove indagini, il rinvio a giudizio per il sessantenne.

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