Sicurezza
Trovato morto in casa a 43 anni
L'uomo, un consulente del lavoro, non rispondeva ai colleghi: ucciso da un malore
SCARLINO. Un pranzo veloce e un’oretta di riposo prima di tornare al lavoro. Se la immaginava così la giornata del Venerdì santo Simone Ciurli, consulente del lavoro di 43 anni originario di Vada. Dalla sua casa di via Amendola a Scarlino l’uomo sarebbe tornato in ufficio nel primo pomeriggio, per chiudere le ultime pratiche prima dei tre giorni, almeno, di vacanza. La luce nel soggiorno di casa sua, un appartamento al primo piano di una palazzina a Scarlino Scalo è rimasta accesa per tutto il giorno. I vigili del fuoco, entrati dal balcone, lo hanno trovato in camera, morto. Era per terra vicino al letto, in posizione fetale. Ucciso da un malore arrivato all’improvviso un giorno che sarebbe dovuto scorrere come tutti gli altri.
L’allarme è scattato dopo che i suoi colleghi, non vedendolo arrivare in ufficio, hanno deciso di andare a casa dell’uomo a controllare che fosse tutto apposto. Non era da Simone, che si era laureato in Economia e commercio all’università di Pisa, non avvertire in ufficio, non dire nulla e sparire così. Quando sono arrivati in via Amendola hanno visto l’auto del quaratatreenne parcheggiata sotto casa sua, ma il suo cellulare squillava a vuoto, così come il campanello, suonato più e più volte.
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Dopo pochi minuti, hanno deciso di chiedere l’intervento dei vigili del fuoco che sono arrivati all’appartamento seguiti da un’automedica e da un’ambulanza del 118 oltre che dai carabinieri di Scarlino. I pompieri non sono riusciti ad aprire la porta, che era stata chiusa dall’interno e si sono dovuti arrampicare fin sul balcone di casa dell'uomo, al primo piano. Lì hanno sfondato una porta finestra e hanno visto la luce accesa. Lo avevano chiamato più e più volte prima di entrare e hanno continuato anche una volta dentro. Ma Simone non rispondeva: era in camera, ormai morto.
Figlio di Francesco, pensionato della Solvay e di Marisa Bientinesi, proprietaria del negozio di abbigliamento Frizzi Moda di Vada, l’uomo tornava spesso a trovare i genitori e gli amici del Caffè dello Sport e del circolo Arci di Vada. Venerdì sera, probabilmente, avrebbe voluto fare lo stesso. La sua giornata doveva finire in un altro modo, non di certo all’obitorio.
Si tengono il 6 aprile alle 10 nella chiesa di Vada i funerali. Dopo la ricognizione del medico legale sul cadavere, che è servita ad appurare come la morte sia stata causata da un malore improvviso, il corpo di Ciurli è stato riportato nella casa dei genitori in via Don Minzoni a Vada. Dove resterà fino a lunedì 6 aprile, prima del funerale curato dalla Pubblica assistenza di Rosignano.
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