Il Tirreno

Grosseto

Piccolo capriolo investito e salvato in extremis

di Alfredo Faetti
Piccolo capriolo investito e salvato in extremis

Il cucciolo era stato travolto e abbandonato sanguinante sul ciglio della strada Un gruppo di passanti ha fatto di tutto per farlo sopravvivere. E ci è riuscito

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MASSA MARITTIMA. Lo hanno trovato per strada, con l’occhio spento. Perdeva sangue da una zampa, chiaro segno di una ferita provocata da un’auto che prima lo ha investito e poi lo ha lasciato lì, al suo destino. Ma era ancora giunto il momento per il piccolo capriolo. La fortuna infatti gli è stata subito amica e ha messo sulla sua strada una serie di persone che si sono presi cura di lui. Prima dei ragazzi, che si sono fermati per provare a salvarlo; poi i proprietari di un agriturismo ai piedi di Massa Marittima, dove l’animale ha trascorso la notte; e infine un padre e una figlia che allestita la macchina a mo’ di cuccia lo hanno portato al centro Crasm di Semproniano, dove ora sta ricevendo tutte le cure necessarie.

Dopo la botta, infatti, il piccolo non era messo affatto bene. Quando lo hanno trovato, martedì sera, il capriolo aveva una forte contusione alla testa, un corno sbucciato e soprattutto una zampa rotta. Segni ben visibili dello scontro con un’auto. Al contrario, dell’autista nessuna traccia. Ma la dea bendata non ha voluto abbandonare a morte certa il cucciolo su quel ciglio della strada. È stato un gruppo di ragazzi a trovarlo per primo, mentre con i propri scooter se ne stavano tornando a casa. In un primo momento, questi giovani non hanno saputo cosa fare, chi chiamare, se muoverlo dalla strada oppure se aspettare soccorsi. A sciogliere ogni dubbio è arrivato un massetano che passava di lì con il suo furgone: quando i ragazzi gli hanno spiegato l’accaduto, lui non ha avuto esitazioni. «Al vecchio Imposto, a Schiantapetto (ai piedi del colle dove sorge Massa Marittima) tengono in custodia degli animali da fattoria – ha detto - Portatelo lì».

Detto fatto, il capriolo è arrivato nell’agriturismo, preso in carica dalla coppia che gestisce la struttura. Loro lo hanno nutrito e tranquillizzato, sistemandolo nella stalla di un capretto di 15 anni. Trovato il rifugio, i ragazzi e i gestori si sono salutati, con la garanzia che la mattina dopo sarebbe arrivato un veterinario per visitarlo. Ma così non è andata e arrivata all’ora di pranzo la coppia dell’agriturismo ha telefonato a un suo vecchio amico, il proprietario del capretto: Sandro Tassoni. «Quando sono arrivato lì ho visto che era messo male – racconta – così ho chiamato subito Marco Aloisi, responsabile del centro Crasm di Semproniano». Uno scambio di battute veloce. «Che faccio? Gli inietto un anti dolorifico?» ha chiesto Tassoni. «No, portalo direttamente qua» ha risposto Aloisi. Così ha allestito subito la sua auto, creando una piccola cuccia nel bagagliaio e insieme a sua figlia Irene è partito alla volta del centro. «Non appena arrivati, il capriolo ha provato ad alzarsi ed è rimasto per un attimo in piedi – continua Tassoni – Buon segno». Merito della fortuna che non ha abbandonato il piccolo e di un insieme di gente che non si è tirata indietro aiutando il cucciolo ferito e sanguinante.

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