Sicurezza
L’accoglienza dei profughi ora crea posti di lavoro
Innovativa convenzione stipulata dal Comune per la struttura di Gerfalco Tre giovani del paese assunti nel centro e gli ospiti faranno tirocini in aziende
MONTIERI. A Montieri si è deciso di fare di necessita virtù. La necessità è quella di decine e decine di persone disperate, costrette ad abbandonare la propria terra per provare a sopravvivere; virtù, invece, è quella che si è creata per la piccola comunità di Gerfalco, con posti di lavoro per i giovani e nuovi orizzonti. È il frutto di una convenzione, la prima in provincia, tra l’amministrazione e l’associazione “Partecipazione e sviluppo” per quanto riguarda il programma d’accoglienza dei profughi.
«Siamo andati in controtendenza: dal momento che il fenomeno sociale delle migrazioni è inarrestabile, abbiamo deciso di farne un’opportunità» dice il sindaco Nicola Verruzzi. Nessuna decisione piovuta dall’alto, nessun costo per il Comune. Prima della firma, infatti, Verruzzi ha incontrato i cittadini di Gerfalco per discutere con loro dell’iniziativa, senza trovare obiezioni. Qua sono ormai tre anni che l’accoglienza dei profughi ha trovato una sede sicura e ormai gli ospiti si sono ben amalgamati con i residenti. «Abbiamo una popolazione scolastica minorile multietnica e posso dire di andarne fiero, al di là del fenomeno isolato che ci ha portati alla ribalta delle cronache» dice il sindaco.
Parla del kosovaro residente a Montieri ed espulso per sospetti legami con l’Isis. Questo però con il piano d’accoglienza di Gerfalco non ha nulla a che vedere. I 25 ospiti nella struttura Sant’Anna sono per lo più senegalesi con un’età media di 20 anni. «Qua imparano la lingua italiana e iniziano un percorso per l’integrazione» dice Luciano Fedeli, responsabile di “Partecipazione e sviluppo” nelle Colline Metallifere, che oltre alla sede montierina gestisce anche i centri di Ribolla e della Castellaccia, per un totale di 55 esuli. «Ma le amministrazioni non spendono un centesimo» ricorda Fedeli. I famosi 35 euro al giorno per ogni profugo, infatti, sono stanziati da fondi europei creati proprio per il fenomeno delle migrazioni.
A Montieri però è diverso rispetto ad altrove, dopo la firma di questa convenzione che scadrà il 31 dicembre con la possibilità di essere rinnovata. Per prima cosa, negli accordi è previsto che ci sia un ritorno per il territorio e questo è stato fatto, creando tre posti di lavoro per altrettanti giovani. «Dei ragazzi di Gerfalco sono riusciti a trovare lavoro a Gerfalco – spiega Verruzzi – Non accadeva dagli anni Settanta». Inoltre, la convenzione prevede che l’associazione conceda un contributo al Comune: un euro al giorno per ogni ospite. Alla fine viene circa 12mila euro all’anno, che saranno utilizzati in opere di urbanizzazione». Ancora: una volta imparata la lingua, gli esuli verranno inseriti in tirocini di lavoro gratuiti e già ci sono diverse offerte. Due andranno nella squadra operai comunali, alcune aziende si sono già fatte avanti e il sindaco proverà a contattare il gestore del ciclo dei rifiuti per quanto riguarda lo spazzamento e attività simili. Altri due, inoltre, resteranno con l’associazione per essere il punto di riferimento dell’accoglienza. «I nuovi arrivati sono sempre scettici, per diverse e ovvie ragioni – spiega Fedeli – Avere due ragazzi che li accolgono sarà il miglior modo per metterli a loro agio». In questo modo Montieri è divenuto il comune dell’accoglienza: con la convenzione, la collaborazione delle istituzioni (Prefettura e Questura soprattutto) e dei volontari del posto, dalle associazioni al medico di famiglia che si è messo a disposizione.
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