Il Tirreno

Grosseto

L’accoglienza dei profughi ora crea posti di lavoro

di Alfredo Faetti
L’accoglienza dei profughi ora crea posti di lavoro

Innovativa convenzione stipulata dal Comune per la struttura di Gerfalco Tre giovani del paese assunti nel centro e gli ospiti faranno tirocini in aziende

3 MINUTI DI LETTURA





MONTIERI. A Montieri si è deciso di fare di necessita virtù. La necessità è quella di decine e decine di persone disperate, costrette ad abbandonare la propria terra per provare a sopravvivere; virtù, invece, è quella che si è creata per la piccola comunità di Gerfalco, con posti di lavoro per i giovani e nuovi orizzonti. È il frutto di una convenzione, la prima in provincia, tra l’amministrazione e l’associazione “Partecipazione e sviluppo” per quanto riguarda il programma d’accoglienza dei profughi.

«Siamo andati in controtendenza: dal momento che il fenomeno sociale delle migrazioni è inarrestabile, abbiamo deciso di farne un’opportunità» dice il sindaco Nicola Verruzzi. Nessuna decisione piovuta dall’alto, nessun costo per il Comune. Prima della firma, infatti, Verruzzi ha incontrato i cittadini di Gerfalco per discutere con loro dell’iniziativa, senza trovare obiezioni. Qua sono ormai tre anni che l’accoglienza dei profughi ha trovato una sede sicura e ormai gli ospiti si sono ben amalgamati con i residenti. «Abbiamo una popolazione scolastica minorile multietnica e posso dire di andarne fiero, al di là del fenomeno isolato che ci ha portati alla ribalta delle cronache» dice il sindaco.

Parla del kosovaro residente a Montieri ed espulso per sospetti legami con l’Isis. Questo però con il piano d’accoglienza di Gerfalco non ha nulla a che vedere. I 25 ospiti nella struttura Sant’Anna sono per lo più senegalesi con un’età media di 20 anni. «Qua imparano la lingua italiana e iniziano un percorso per l’integrazione» dice Luciano Fedeli, responsabile di “Partecipazione e sviluppo” nelle Colline Metallifere, che oltre alla sede montierina gestisce anche i centri di Ribolla e della Castellaccia, per un totale di 55 esuli. «Ma le amministrazioni non spendono un centesimo» ricorda Fedeli. I famosi 35 euro al giorno per ogni profugo, infatti, sono stanziati da fondi europei creati proprio per il fenomeno delle migrazioni.

A Montieri però è diverso rispetto ad altrove, dopo la firma di questa convenzione che scadrà il 31 dicembre con la possibilità di essere rinnovata. Per prima cosa, negli accordi è previsto che ci sia un ritorno per il territorio e questo è stato fatto, creando tre posti di lavoro per altrettanti giovani. «Dei ragazzi di Gerfalco sono riusciti a trovare lavoro a Gerfalco – spiega Verruzzi – Non accadeva dagli anni Settanta». Inoltre, la convenzione prevede che l’associazione conceda un contributo al Comune: un euro al giorno per ogni ospite. Alla fine viene circa 12mila euro all’anno, che saranno utilizzati in opere di urbanizzazione». Ancora: una volta imparata la lingua, gli esuli verranno inseriti in tirocini di lavoro gratuiti e già ci sono diverse offerte. Due andranno nella squadra operai comunali, alcune aziende si sono già fatte avanti e il sindaco proverà a contattare il gestore del ciclo dei rifiuti per quanto riguarda lo spazzamento e attività simili. Altri due, inoltre, resteranno con l’associazione per essere il punto di riferimento dell’accoglienza. «I nuovi arrivati sono sempre scettici, per diverse e ovvie ragioni – spiega Fedeli – Avere due ragazzi che li accolgono sarà il miglior modo per metterli a loro agio». In questo modo Montieri è divenuto il comune dell’accoglienza: con la convenzione, la collaborazione delle istituzioni (Prefettura e Questura soprattutto) e dei volontari del posto, dalle associazioni al medico di famiglia che si è messo a disposizione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa