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Grosseto

«Davvero? La prendiamo in gestione noi»

«Davvero? La prendiamo in gestione noi»

Giuseppe Pacchiano non si è rassegnato: non vuole rinunciare a quell’alloggio costato 198mila euro

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GROSSETO. Giuseppe Pacchiano non ha alcuna intenzione di arrendersi. Non ha intenzione di rinunciare a quei 198 mila euro che aveva versato perché suo figlio disabile, Ruben, 33 anni, avesse un alloggio: era il 2007. «Lo dico oggi come lo dissi allora. A me era stato assicurato che Il Castiglione era una casa vera e propria, non un’abitazione turistica». E in tutti questi anni ha condotto la sua battaglia, contro tutti, dalle banche agli uffici giudiziari. E non ha finito. «Non capisco perché a Grosseto succedano cose strane. Ci dicono tutti che abbiamo ragione, ma in ultima analisi... Ci hanno fatto illudere».

Pacchiano ripercorre mentalmente l’iter, compreso il permesso di acquisto firmato dal giudice tutelare «con il beneplacito del notaio». E quando apprende che Bonifazi lascia aperta solo la strada di una nuova Rta, a Giuseppe brillano gli occhi: «E perché non la danno in gestione a noi? L’altro mio figlio, Mirko, è un piccolo imprenditore edile. Se ci dessero il permesso, potremmo costituire una cooperativa davanti al notaio. Si va in banca, ci facciamo dare un mutuo e si ristrutturano una decina di appartamenti. E se gli altri ex acquirenti vogliono unirsi, e so che alcuni sarebbero disposti a fare tanto per questa casa, ben vengano. Sono sbandati. Siamo gente onesta: perché dobbiamo pagare per i disonesti? Chi è che non ha letto bene le carte?».

Pacchiano spiega che il complesso è ancora sotto sequestro perché è ancora in piedi la causa civile mossa contro la banca, «che aveva dato la possibilità di accendere i mutui. Io non vado lì da due anni, perché mi piange il cuore. Ma lì hanno portato tutto via: infissi, persiane, piastrelle. È in stato di abbandono».

(p.s.)

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