Il Tirreno

Grosseto

Camilli dopo il ko a Santarcangelo: "i giocatori si vergognino"

Paolo Franzò
Piero Camilli (agenzia Bf)
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Piero Camilli (agenzia Bf)

Il patròn del Grosseto durissimo nei confronti della squadra: "Evidentemente erano gli scarti del mercato"

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GROSSETO. A sera, a lavoro (a Grotte) finito, arrivano anche le parole di Piero Camilli. E non sono parole tenere nei confronti della squadra, reduce dalla sconfitta ma soprattutto dalla prestazione incolore di Santarcangelo.
Sentitelo, il patron: «I giocatori si devono solo vergognare. Hanno la fortuna di stare a Grosseto, che è un’oasi felice, anche perché vengono pagati regolarmente». Breve analisi retrospettiva e poi l’affondo: «Purtroppo è una squadra fatta di corsa, per i fatti dell’estate scorsa che voi sapete, con giocatori che evidentemente erano gli scarti rimasti sul mercato». Scarti? Sì, Camilli dice proprio così. E il patron, in conclusione, lancia la sfida: «I risultati dicono questo, loro mi dimostrino il contrario».

Basta questo a dare una sferzata a tutto l’ambiente. Ma il Grifone ha ripreso nell'indifferenza. Nessuna contestazione al Palazzoli, eccezion fatta per un vivace battibecco tra alcuni degli sportivi presenti che poi erano quelli di sempre, né più, né meno. E' il termometro di una città che osserva quasi indifferente la sua squadra di calcio scivolare sempre più giù in classifica. Un atteggiamento che poi si riflette inevitabilmente pure sulla squadra che a Santarcangelo è sembrata di nuovo quella apatica, senza grinta, delle ultime 3 gare della gestione Stringara.
Già finito l'effetto del cambio in panchina? Parrebbe proprio di si. Uno Stringara che intanto, su TMW dice alcune cose che non è possibile non condividere sul perché di una stagione tanto deludente; la mancata preparazione a inizio stagione, la squadra costruita in fretta e furia. I risultati alla fine, sono sotto gli occhi di tutti. Adesso però, sarebbe troppo facile cominciare con i processi, quando invece ci sono ancora 5 partite che possono comunque salvare la categoria.

I risultati di ieri lasciano ai biancorossi ancora un minimo margine di vantaggio sulla zona playout; quella, per capirsi, da evitare in ogni modo. Certo, il calendario non invita all'ottimismo, ma mai come in questo momento, è preferibile concentrarsi solo e unicamente sulla prossima gara che poi, sarà in casa contro l'Ascoli, fermato ieri sul pareggio in casa, dalla Pro Piacenza. Segno evidente che della ormai ex capolista si può avere rispetto, ma non paura. Quella che sembra attanagliare invece il Grifone. Prendiamo la gara di Santarcangelo; ognuno ha certamente idee diverse sulla gestione del turn over da parte di Silva. Al di là di questo, sono significative un paio di cose; la prima riguarda i gol presi. Con una difesa che è tornata disattenta, tanto far sembrare Messi il buon Falconieri. La seconda invece riguarda la reazione. Va bene un primo tempo soporifero, ormai ci siamo abituati. Ma dopo il nuovo vantaggio dei romagnoli, con 20' da giocare e 4 punte in campo, il Grosseto non ha mai tirato in porta. Tanto meno assaltato l'altrui difesa, come dovrebbe invece fare una squadra alla disperata ricerca almeno del pareggio e di punti salvezza. Eccolo il vero problema; la mancanza di percezione del pericolo reale che questa squadra corre. La possibilità di retrocedere, è invece sempre stata scartata col sorriso un po' da tutti. Un'eventualità sempre sottovalutata, così come questa squadra, è evidentemente stata sopravvalutata.

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