Il dolore
Alla casa del Codice rosa arrivano aiuti per un anno
Il Lions Orbetello dà un contributo per pagare i consumi di luce, acqua, gas Al Mandorlo in tre anni sono stati assistiti 18 donne e 22 bambini
GROSSETO. La casa è il luogo dove le violenze si consumano, spesso nel silenzio e nell’indifferenza, per anni. Ma c’è una casa speciale dove invece le vittime di violenza possono riscoprire il valore della parola casa intesa prima di tutto come luogo di protezione. Quella casa che si trova nella zona nord della provincia negli ultimi tre anni ha ospitato 18 donne vittime di violenze e maltrattamenti insieme ai loro figli, donne che grazie al Codice rosa hanno trovato finalmente aiuto e che non potevano più fare ritorno per ragioni di sicurezza nella loro casa.
Sempre per ragioni di sicurezza questa casa ovviamente non ha un indirizzo ma ha il volto generoso e appassionato della dottoressa Stefania Luschi, medico del 118 e presidente dell’associazione “Il Mandorlo” che gestisce la struttura. «Siamo sette soci fondatori e una quarantina di volontari – dice Stefania Luschi – Nel 2010 ho conosciuto ad un corso la dottoressa Vittoria Doretti, che l’anno prima aveva dato vita all’esperienza del Codice rosa, e da lì ho sentito il bisogno di fare anche io la mia parte in qualche modo. L’associazione è nata nel 2011 e da allora abbiamo dato accoglienza a 18 donne e 22 bambini. A volte queste donne scappate dalla violenza arrivano perfino scalze, quindi serve di tutto. Ma quello che più serve loro è la compagnia e l’assistenza morale perché sono persone che hanno vissuto traumi enormi e che devono essere aiutate a ricominciare a vivere».
Il Lions Club “I Presidi” di Orbetello ha dedicato al Codice Rosa e alla casa di accoglienza per le vittime di violenza una conferenza in Sala Pegaso del Palazzo della Provincia. Far conoscere l’azione della "squadra" del Codice Rosa e sostenere al tempo stesso con gesti concreti la sua operatività sono obiettivi che il club presieduto da Marco Piazzoli si è dato da tempo. Piazzoli in particolare ha consegnato ieri alla dottoressa Luschi il ricavato di un’iniziativa promossa dal Lions Club di Orbetello insieme all’associazione sportiva Reali Stato dei Presidi di Orbetello, presente col suo presidente Andrea Coli. «Abbiamo organizzato la Staffetta del cuore – spiega Piazzoli – e aggiungendo al ricavato un nostro contributo possiamo garantire per un anno i consumi di luce, gas, acqua e riscaldamento della casa dell’associazione “Il Mandorlo” che è di fatto l’ultimo anello della catena di solidarietà garantita dal Codice rosa».
«Il fenomeno della violenza domestica è in aumento – dice la dottoressa Vittoria Doretti – In sé l’emersione di un problema è un fatto positivo ma è anche il segno del preoccupante scivolamento verso uno stile relazionale sempre più violento che si avverte ovunque, dalla tv al web». Vittoria Doretti ribadisce il segreto di quello che è stato definito l’effetto domino del Codice rosa. «Non siamo un’associazione – spiega – Il Codice rosa è fare il proprio dovere con sensibilità di fronte alle vittime di violenza, è la condivisione da parte di uomini e donne dello Stato (medici, infermieri, magistrati, forze dell’ordine) e di volontari di procedure per accogliere chi ha subito violenza». Presente all’iniziativa anche il viceprefetto di Grosseto, Luigi Manzo: «Ci auguriamo che il Codice rosa partito da Grosseto diventi davvero lo standard organizzativo ovunque. Alla sottocultura della violenza dobbiamo continuare a rispondere su tre fronti: l’aiuto e la protezione delle vittime tramite il Codice rosa; l’azione giudiziaria per punire i colpevoli e l’educazione dei ragazzi per le quali ci appelliamo alla scuola e ai mezzi di informazione».
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