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Grosseto

Acquedotto stabilizza 28 dipendenti

Acquedotto stabilizza 28 dipendenti

L’azienda riorganizza gli uffici trasformando i precari in assunti a tempo indeterminato. Altri dieci a casa con lo “scivolo”

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GROSSETO. Acquedotto dà, Acquedotto toglie. Stabilizzati 28 dipendenti, ma 10 finiscono a casa. Questa la riorganizzazione avviata all’interno dell’azienda che gestisce il servizio idrico nella Toscana meridionale. Esultano i sindacati. E c’è un perché. I primi, infatti, erano tutti lavoratori precari. Mentre i 10 dipendenti che hanno salutato l’impiego si sono mossi in accordo con l’azienda.

«Vicini alla pensione – fanno sapere da Acquedotto - erano finiti incastrati nelle pieghe della legge Fornero. Ecco perché abbiamo deciso di dar loro la possibilità di questo scivolo». Ma non finisce qui: Acquedotto, infatti, precisa che l’iter in questione, divenuto concreto in questi giorni, risale a diverso tempo fa.

«Tutto è nato nel 2013. Poi, nel 2014, si è arrivati a formalizzare la procedura legata a questi lavoratori (che tra le altre cose avevano maturato profili diversi da quelli richiesti per il futuro dall’azienda). In queste settimane, infine, ecco la chiusura della faccenda. Già 7 dipendenti hanno usufruito della procedura concordata, altri 3 lo faranno entro giugno».

Tutto il contrario di quanto avvenuto per il folto gruppo che Acquedotto ha deciso di stabilizzare. Ed è il segno di quanto l’azienda sia impegnata nel rafforzare la propria struttura. Un indirizzo che affianca profondi investimenti sul territorio: per ogni residente delle zone interessate dalla gestione di Acquedotto, l’azienda spende cento euro all'anno. «Quattro volte in più rispetto alla media nazionale. Quasi il doppio di quella Toscana» gongola il presidente Tiberio Tiberi. Realtà come Acquedotto si candidano, dunque, a essere motore della ripresa economica grazie alla realizzazione d’infrastrutture moderne ed efficienti. «In tale contesto - prosegue il presidente Tiberi – assume un significato particolare la scelta della stabilizzazione dei nostri precari, avvenuta anche grazie alle opportunità offerte dalla legge di Stabilità 2015 (e Jobs act, ndc), confermando ancora una volta il nostro ruolo per lo sviluppo economico-sociale e la qualità del territorio in cui operiamo». La linea adottata da Acquedotto è chiara: rimboccarsi le maniche e lavorare con convinzione e qualità. Di strada da fare ce n’è ancora molta: come evidenzia l’amministratore dell’azienda, Aldo Stracqualursi, le somme riversate in migliorie per la rete idrica non bastano mai. Specie in un territorio «reso ancor più fragile dal forte dissesto idrogeologico che, negli ultimi mesi, ha incrementato la frequenza delle frane e che richiederebbe molti più investimenti di quanti possono essere sostenuti dalla tariffa». La stabilizzazione dei 28 lavoratori incassa il plauso dei sindacati. In una nota congiunta, Cgil, Cisl e Uil esprimono compiacimento per la decisione presa (all’unanimità) dal Cda di Acquedotto.

«Si tratta di un’opportunità che consente all'azienda di produrre buona e stabile occupazione, rafforzando la struttura imprenditoriale per dare un servizio ancora migliore ai cittadini e affrontare con maggior coesione le nuove e immediate sfide che abbiamo di fronte».

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