La manifestazione
L’ultimo saluto a Gisella
Castiglione si ferma per i funerali dell’animatrice dei mercatini
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Tutta Castiglione della Pescaia si è stretta alla famiglia di Gisella Alonzo, la sfortunata ciclista investita venerdì scorso sulla provinciale delle Collacchie, e poi spirata il giorno dopo all’ospedale Le Scotte di Siena. La chiesa Santa Maria Goretti non ce l’ha proprio fatta a contenere le centinaia di persone, che alle 15 in punto hanno atteso che arrivasse il feretro direttamente dal nosocomio della città del Palio.
E il piazzale antistante e tutto intorno alla chiesa era gremito di gente, venuta a rendere l’estremo saluto ad una concittadina, ma soprattutto ad un’amica. Gisella Alonzo, 58 anni, era infatti conosciutissima a Castiglione, grazie anche al suo impegno nelle attività sociali: negli ultimi anni è stata instancabile promotrice e organizzatrice dei mercatini artigianali in tutta la provincia e la sua esuberanza non passava certo inosservata.
Ad inizio del mese di marzo, suo malgrado, era stata protagonista della polemica con le istituzioni, dopo che la polizia municipale aveva elevato una multa ai commercianti dei mercatini ritenuta ingiusta, ed era decisa ad andare fino in fondo alla questione. Ma la sua altra grande passione era la bicicletta. Gisella era da qualche settimana che non era riuscita a regalarsi un’uscita con i suoi compagni del Gc Castiglionese, il gruppo di amatori-ciclisti molto radicato nella cittadina costiera, e che in massa ha partecipato con le lacrime agli occhi al funerale.
Proprio venerdì mattina, insieme ad Attilio Nocciolini e Massimo “Massimone” Antonini, aveva deciso di inforcare la sua bici da corsa e andare a pedalare lungo la provinciale delle Collachie, verso Marina di Grosseto. Un percorso che conosceva bene, fatto chissà quante volte. Purtroppo l’allenamento però, è durato solo qualche centinaio di metri. Un Fiat Fiorino condotto da Giovanni Nocciolini, anche lui castiglionese e residente all’Ampio di Tirli, ha centrato il gruppetto in pieno poco prima del camping Etruria, forse abbagliato dal sole, che in quei minuti filtrava dai pini: Gisella, che era alla ruota del battistrada spostata verso il centro della carreggiata, ha sbattuto violentemente la testa contro il parabrezza del furgoncino, e le ferite sono state devastanti. In chiesa il cordoglio era evidente, così come il dolore dei familiari e degli amici più stretti, dai figli Federica e Francesco, dall’ex marito Franco Lippi e del cognato Paolo, o dell’ultimo compagno Mario Fabbri.
Un applauso scrosciante ha concluso la funzione, prima che il feretro si incamminasse verso il cimitero cittadino.
La gente è però rimasta lì, attonita. Senza parole, cercando con uno sguardo di incrociare la vista dei familiari, provando con la sola presenza a dare un minimo di consolazione ad una famiglia affranta e costernata.
Presenti le massime autorità cittadine, dal sindaco Giancarlo Farnetani al presidente dell’Uisp sezione cilcismo di Grosseto Giuseppe Malentacchi.
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