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la polemica

Cerulli attaccato per un terreno

PORTO SANTO STEFANO. «Arturo Cerulli è politicamente e amministrativamente un incapace». A sostenerlo l'ex assessore alle politiche del mare, Luigi Scotto che spara a zero sul sindaco di Monte...

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PORTO SANTO STEFANO. «Arturo Cerulli è politicamente e amministrativamente un incapace». A sostenerlo l'ex assessore alle politiche del mare, Luigi Scotto che spara a zero sul sindaco di Monte Argentario, che tempo fa lo ha estromesso dalla giunta. Oggetto dell'accusa il terreno sul quale per molti anni ha operato il 64esimo deposito dell'Aeronautica militare. «Molti decenni fa – esordisce l'ex assessore - un signore, tramite un documento chiamato “legato Vivarelli”, lasciò in eredità al Comune di Monte Argentario diversi immobili, fra i quali alcuni ettari di terreno del deposito. A novembre del 2008 – continua - il Comune manifestò l' intendimento di acquisire in proprietà la aree riconoscendo, implicitamente, il diritto di proprietà delle aree medesime all’ Aeronautica. Cerulli stava per comprare, per svariati milioni di euro, un quinto circa del terreno dichiarando che riguardo alla restante parte riconosceva la piena proprietà all’Aeronautica stessa. Quindi glielo regalava». Luigi Scotto racconta che, diventato assessore, si occupò della questione per evitare che fossero commessi errori e che documentandosi scoprì che il Comune è proprietario del terreno. «E' bastato - dice - verificare, con l'aiuto di un tecnico comunale, alla conservatoria di Grosseto la reale proprietà per capire che quel terreno era del Comune. Poi sono andato al catasto e ho fatto la voltura, cosa che nessuno aveva mai fatto. La proprietà venne riconosciuta in due riunioni con l’ufficio Demanio di Firenze e l’Aeronautica stessa. Il sindaco nemmeno aveva letto cosa firmava o aveva letto e non aveva capito». Cerulli ritiene che Scotto «si stia arrampicando sugli specchi». Il sindaco dice di essere perfettamente a conoscenza della situazione tanto da definire la questione «un suo cavallo di battaglia» e che fin dal 2008 il suo sogno è stato quello di «riappropriarmi del terreno». «Già nel 2001, non ancora in politica - spiega - quando divenni presidente dell'Argentario calcio mi resi conto che il campo di calcio era del Comune. Inutile che Scotto rimugini. Si faccia una ragione di essere stato mandato via. La gente conosce la mia storia e la sua storia, la mia intelligenza e la sua, la mia onestà e la sua onestà».

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