Il dolore
Via Opale, una strada lasciata a se stessa
GROSSETO. Via Opale, una zona dimenticata. Il titolare della Idac, notissima azienda di pulizia e igiene che serve locali e ristoranti, chiede attenzione sulla strada in cui lavora, una traversa di...
GROSSETO. Via Opale, una zona dimenticata. Il titolare della Idac, notissima azienda di pulizia e igiene che serve locali e ristoranti, chiede attenzione sulla strada in cui lavora, una traversa di via Ambra lasciata a se stessa. «È dal 1986, anno di costruzione del capannone dove ho un’attività commerciale - spiega Rolando Falconi - che i marciapiedi sono stati fatti ma mai terminati, i tombini sono pericolosamente più alti e non esiste una normale e periodica manutenzione. Inutilmente abbiamo chiesto l’intervento del Comune ma non è stato fatto niente».
Si tratta della stessa strada - piccola e a sfondo chiuso - dove sorge la Eismann, azienda che commercializza surgelati e che tra l’altro ha subìto una rapina. Ma non solo. «Siamo in tutto 7-8 aziende - spiega Falconi - che ci affacciamo qua». Un pullulare di attività che reclamano aiuto.
Via via - spiega il commerciante - «ci siamo rivolti al Comune ma senza avere mai una soluzione definitiva. Li ho chiamati una ventina di volte. Mi sono rivolto agli uffici e all’assessorato ai lavori pubblici. Alcune buche sono anche state rattoppate, ma i problemi restano e sono grossi, fin dal momento in cui siamo nati. Quando sorse il capannone fummo noi a pagare le opere primarie, poi tutto è finito lì e non si è smosso altro. I marciapiedi, la strada: la situazione è rimasta la stessa». Chi vi lavora reclama decoro. E lavori.
«Il Comune disse che avrebbe fatto un posteggio, poi non si è più saputo nulla. Stamani (ieri, ndr) ho riparlato con tecnici del Comune: ha detto che metteranno il nostro intervento in coda». Intanto la zona soffre. (el. gi)
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