Sicurezza
Tirrenica, prudenza sul nuovo tracciato
Leonardo Marras, Luigi Bellumori e Monica Paffetti: «Qualche segnale positivo c’è, ma prima bisogna vedere le carte»
GROSSETO. Oggi a Roma, al ministero dei Trasporti (orfano di Lupi) si parlerà di Corridoio Tirrenico, di AutoAurelia e di tutto ciò che Sat e Regione Toscana hanno già preliminarmente trattato negli ultimi mesi.
Obiettivo: sbloccare _ dopo vent’anni _ la grande incompiuta, l’infrastruttura viaria che tutti vogliono e, paradossalmente, tutti temono.
E mentre a Roma si decide e ci sono finalmente degli spiragli, in Maremma si commenta. Con prudenza.
«Il tracciato proposto per il lotto 5B dell’autostrada Tirrenica, cioè il tratto tra Fonteblanda e Ansedonia, sembra più o meno quello già noto. Nessuna novità sotto al sole. E qualche dubbio effettivamente resta…». Sono le prime parole di Leonardo Marras, ex presidente della Provincia di Grosseto, candidato al consiglio regionale e interprete delle preoccupazioni che si vivono tra Fonteblanda e Capalbio. Marras spiega poi il suo pensiero: «C’è’ un approccio nuovo ed è quello giusto: adeguamento della variante Aurelia a nord di Grosseto e pedaggio gratuito per gli spostamenti brevi tra le barriere nella zona sud. Mi sembra una novità importante. Tuttavia prima di esprimersi è necessario vedere le carte e trovare le soluzioni insieme a Governo e Regione. So che i sindaci di Orbetello e di Capalbio si stanno muovendo in questa direzione e a mio avviso se manterremo un profilo concreto, questa potrebbe essere la volta buona».
Ma, come detto, l’ex presidente ha anche dei dubbi: «Il passaggio intorno ai centri urbani di Fonteblanda, Albinia e Orbetello Scalo non può andar bene. È come soffocare quelle comunità. Ridossarci un’autostrada, con tutto lo spazio che c’è a monte… In più va evitata la demolizione dei capannoni industriali di Campolungo. Già sono poche le imprese di produzione, se le asfaltiamo, non ci rimane nulla».
Luigi Bellumori, primo cittadino di Capalbio, è molto chiaro.
«Non facciamo confusione tra lotto 5B, quello tra Fonteblanda e Ansedonia, e lotto 5A, che invece interessa il mio comune, tra Ansedonia e il confine con il Lazio. Io posso commentare solo ciò che riguarda i confini del mio territorio. Dove eravamo rimasti? A un adeguamento e ammodernamento dell’Aurelia con trasformazione in autostrada, ma a precise condizioni, dettate anche dalla Regione, che devono essere rispettate. Mi riferisco a viabilità di ricucitura, complanari, sotto-sopra, pedaggio e altro ancora. Forse è cambiato qualcosa, ma qui non siamo stati informati. Vediamo cosa ci dicono. Io credo che qualche limatura al progetto di cui stiamo parlando debba essere fatta…».
Bellumori, poi, lancia alcune domande, in vista della riunione odierna, a Roma: «Ci piacerebbe sapere, da umili amministratori locali, interlocutori ultimi, chi è Sat oggi? Da chi è composto l’esecutivo? Perché è quasi un anno ormai che non partecipiamo a incontri con Sat. E ancora se il progetto e l’accordo Cipe - Ministero - Regione è un progetto di finanza puro oppure si pesca anche nella casse pubbliche? Infine la questione, mai affrontata e superata dell’unitarietà del progetto, che mi pare completamente disattesa».
Infine Monica Paffetti, sindaco di Orbetello: «Come si fa a commentare una cosa che non si conosce, su cui nessuno ti chiede un’opinione se non a cose fatte? Non c’è confronto istituzionale, siamo gli ultimi a sapere e così si perde in partenza. L’unica certezza, oggi come vent’anni anni fa, è che esistono quattrocento incroci a raso solo nel comune di Orbetello e che intendo collaborare perché la situazione migliori. Il mio territorio ha da sempre uno sviluppo condizionato, bloccato, da questo benedetto tracciato. L’Aurelia è in condizioni disastrose… Il progetto attuale, tuttavia, va rivisto. Anche un bimbo capirebbe che con quel disegno si uccide Albinia, si chiude in un recinto. Non voglio aggiungere altro. Ne riparliamo quando sarà meglio informata».
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